L'attrice Annalisa Iovinella: "prestare il mio corpo ad un respiro, ad una voce e ad azioni che non sono mie. E quindi lasciare fluire attraverso di esso nuove identità, come l’acqua nel letto del fiume." giugno 13, 2020 \\

Annalisa ci racconti di Lei, chi è Annalisa Iovinella come persona?
- Questa è la domanda che mi pongo più spesso scoprendo ogni volta una risposta diversa, talvolta nessuna. Dovrò cambiare domanda? Fatto.

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Come nasce il suo amore per la recitazione?
- Nasce dal desiderio di sondare gli istinti più reconditi dell'uomo

 Nello specifico a chi è più grata per la sua passione artistica?
- Al desiderio che ho detto prima e all'esigenza di soddisfarlo

Quali sono i personaggi artistici dai quali si sente maggiormente influenzata o da cui trae
ispirazione?
- Gli stessi dai quali sono influenzata nella vita: H.D. Thoreau, Emily Dickinson, Isabella Santacroce, James Hillman, Herman Hesse, il vento, le camelie del mio giardino, il pianto, il doloredegli altri, il mio, l’irresistibile voglia di immergermi nella piscina della creazione, l’immaginazione, il cielo, le sere tristi, e la paura del buio.
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Se potesse svegliarsi domani con una nuova dote, quale sceglierebbe?
- La fiducia in quello che verrà


Ci risulta che la prima volta che mise piede in un teatro è stato nel 2012, per vedere La Madre di Bertolt Brecht al Teatro Elicantropo e ne fu ipnotizzata. Ci racconti.
- È un bel ricordo, se mi concentro riesco a ricordare un particolare in mezzo a tutte quelle luci, al coro, agli attori, ed è la totale immersione da parte mia diventando un'unica cosa con quello che stava accadendo al punto tale che temevo di dover parlare da un momento all'altro, che toccasse anche a me dir qualcosa, proprio lì durante lo spettacolo, perdendo il controllo. Vivo questa sensazione tuttora quando mi sento molto coinvolta in ciò che vedo.

E da qui parte tutto il suo cambiamento da laureata in giurisprudenza ad attrice è questo il suo famoso periodo senza pelle.
- In realtà ebbe inizio almeno un anno prima ed è tutt’altro che famoso. Direi che è stato proprio “il cambiamento” a portarmi a teatro, fisicamente e spiritualmente. Ebbe inizio un periodo che ho denominato senza pelle perché questa è la sensazione fisica che provavo dopo essermi strappata di dosso tutte le credenze, le paure, le fissazioni che mi facevano agire nel modo in cui io non mi riconoscevo. Camminare senza maschera, rivelare dal latino “revelare” togliere il velo è stato un atto doloroso e necessario.
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Che cosa vuol dire per Lei portare in scena un buon personaggio?
- Vuol dire prestare il mio corpo ad un respiro, ad una voce e ad azioni che non sono mie. E quindi lasciare fluire attraverso di esso nuove identità, come l’acqua nel letto del fiume.


Cambierebbe qualcosa nel mondo del teatro in cui si è formata?
- No


Uno dei suoi incontri artistici più importanti è stato quello con la regista Cristina Pezzoli, cosa ha scoperto con lei?
- L'incontro con Cristina è stato come un fulmine che squarcia il cielo nella notte e illumina gli alberi nascosti dal buio.
Ricordo una delle sue prime frasi durante l'anno alla Shakespeare School “: il talento è come un diamante incastonato nel water, se tu non allunghi la mano dentro per tirarlo fuori nessuno lo farà per te".

Quali sono gli spettacoli teatrali a cui si sente più legata?
“Il Mahabharata” di Peter Brook


Che messaggio dà oggi del teatro?
- Compito del teatro è quello di scuotere l'animo

Il rapporto con la sua città Natale.
- Ho scoperto il legame con la mia città natale quando sono andata via da qui. Ho vissuto gli ultimi tre anni tra Torino e Milano, ed è stato lì che ho scoperto di Essere napoletana, prima non lo sapevo.

 Che cosa è troppo serio per scherzarci su?
- La serietà è la rinuncia degli adulti a credere nel gioco, essere seri è il modo che i fanciulli hanno per giocare. Con animo fanciullo si può giocare su tutto. Lo scherzo è la scusa per chi ha paura di giocare
Il lavoro al tempo del “coronavirus” come stanno rispondendo gli artisti a questa emergenza virale ed umanitaria che ha colpito l’Italia e il mondo intero...
- Facendo arte cioè rendendo materia le loro intuizioni.

I suoi prossimi impegni?
Crearne di nuovi

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