l'attore Michele Anastasi : "Ammetto che mi innamoro molto facilmente del talento delle persone e della bellezza degli artisti in scena." giugno 14, 2020 \\

Michele ci racconti di Lei, chi è Michele Anastasi come persona?
Un ragazzo di 22 anni, cresciuto in un piccolo paese dell’Umbria e che ora vive in una grande città per inseguire il suo sogno. Un performer di musical diplomato alla BSMT – The Bernstein School of Musical Theatre di Bologna, di Shawna Farrell. Una persona solare e carismatica, a cui piace affrontare la giornata col sorriso; molto determinato e deciso a raggiungere gli obbiettivi prefissati.  Coraggioso e anche un po’ testardo in tutto quello che fa; un ragazzo a cui piace vivere ogni tipo di esperienza ma avere anche tempo per sé e per le persone a cui vuole bene. 
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Descriva il suo giorno lavorativo perfetto….
La prima cosa che penso quando mi alzo la mattina e so di avere davanti l’inizio di una nuova giornata lavorativa, o una nuova esperienza, è che mi sento molto fortunato, perché non è affatto scontato uscire dall’Accademia ed iniziare subito a lavorare; mi piace da morire la sensazione di essere tanto stanco per aver fatto qualcosa che amo. Quindi direi, colazione abbondante la mattina, doccia e un po’ di relax, convocazione in teatro, note di regia e la preparazione insieme a tutti i miei colleghi, che è il momento che preferisco. E finalmente spettacolo. Mi piace rientrare la sera tardi, dopo aver riso di tutto quello che è successo in scena davanti ad una pizza, e stendermi sul letto stanco ma molto appagato. Magari questa cosa cambierà col passare del tempo; ora sono un tipo estremamente iperattivo, fino al punto che spesso mi prendono in giro per questo (ride), perciò va bene così. 

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Come nasce il suo amore per la recitazione?
Credo sia una cosa che ho sempre avuto dentro. Da piccolo mi divertivo a fissare la videocamera e mi riprendevo per ore mentre improvvisavo telegiornali, spettacoli o balletti. La mia vena artistica non è passata indifferente agli occhi dei miei genitori che fin dall’età di 6 anni mi accompagnavano a scuola di recitazione. Col passare del tempo tutto quello che per me è sempre stato un hobby è diventato molto di più, finché ho iniziato a pensare di voler fare del teatro, del musical, dell’Arte in generale, qualcosa di importante. Ho deciso quindi di fare l’audizione per la BSMT, senza essermi preparato un eventuale piano B. In Accademia, ho studiato tanta recitazione con ottimi insegnanti, che hanno saputo tirar fuori il meglio di me.   Ci terrei a ringraziare Mauro Simone, uno dei docenti di recitazione, attore e performer di musical, che ha saputo valorizzare ed arricchire col suo metodo la mia precedente formazione.  


E la sua passione per la danza.
Bella domanda! Me lo sono chiesto tante volte anche io, credo un colpo di fulmine alla mia prima lezione da principiante in Accademia. Ho sempre avuto una predisposizione fisica, di movimento, ma non avevo mai davvero preso lezioni di danza, quindi a scuola ho cominciato dalle basi e dopo le lezioni mi fermavo in sala a vedere il corso avanzato. Gillian Bruce, una delle docenti di danza jazz in BSMT, è stata la prima a credere in me. A lei devo la mia energia in scena e la spinta nel fare sempre di più. Il primo vero lavoro da ballerino è stato “Life is Musical”, un grande sfogo. Nel cast ero il più piccolo e quello con meno esperienza ma vicino a tanti grandi nomi del settore; un’occasione incredibile grazie alla quale sento di essere cresciuto molto. Quello che continuo e continuerò sempre a fare, parallelamente al lavoro, è studiare; frequentare classi e insegnanti diversi, per essere il più completo e versatile possibile. Credo sia proprio l’ambizione a spingerci ad andare oltre i nostri limiti e non avere paura. 
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Nello specifico a chi è più grato per la sua passione artistica?
Mi piace pensare di essere grato a chi mi ha aiutato nel tempo a coltivare la mia passione. Sicuramente la mia famiglia ha giocato un ruolo fondamentale perché mi è sempre stata accanto; siamo molto uniti, la mia grande sensibilità deriva da loro, come anche una parte della mia vena artistica. E poi Shawna Farrell, direttrice della BSMT, che nei tre anni mi ha accolto a braccia aperte, aiutandomi a scavare dentro di me per emergere come artista.

Quali sono gli artisti dai quali si sente maggiormente influenzato o da cui trae ispirazione?
Sono molti, non ce n’è uno in particolare. Seguo molte star di Broadway e ballerini che hanno ora una grande carriera all’estero. Ammetto che mi innamoro molto facilmente del talento delle persone e della bellezza degli artisti in scena.

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Quali sono gli spettacoli a cui è più legato.
Spring Awakening, senza dubbio, uno degli spettacoli finali della BSMT, andato in scena a Maggio 2019 al Duse di Bologna. È stato un periodo molto intenso quanto emozionante della mia vita, che coincideva anche con la fine dei miei tre anni di studio. Lo spettacolo è super attuale, i personaggi sono ragazzi che hanno la nostra età, quindi è stato tutto così vero da portare in scena. Sono molto grato di aver avuto la possibilità di interpretare un ruolo completo e complesso sotto ogni aspetto come quello di Melchior. Un “Risveglio di Primavera” che ricorderò per tanto tempo. 


Se potessi svegliarsi domani con una nuova dote, quale sceglierebbe?
Mi piacerebbe saper suonare uno strumento; credo dia un valore aggiunto al talento di una persona, a maggior ragione per chi canta … il pianoforte magari, che è quello con cui sono stato più a contatto negli ultimi anni. Non mi escludo questa bella possibilità … 


Cambierebbe qualcosa nel mondo  del teatro in cui si è formato?
Per quanto riguarda la mia personale formazione artistica no; la BSMT è stata una delle scelte più giuste che potessi fare, in quanto ha contribuito, prima che artisticamente, ad un mio grande cambiamento umano. Non dico sia stato un percorso semplice, tutt’altro; ma sicuramente appagante e pieno di frutti che sto raccogliendo, e spero di raccogliere ancora. Invece, per quanto riguarda il mondo del teatro più in generale, c’è qualcosa che vorrei cambiare. Sarebbe bello lavorare in un settore in cui tutto ha il rispetto che si merita, e non la piega di screditamento che sta prendendo negli ultimi anni. La nostra generazione di artisti credo abbia il potere di risollevare questa condizione, lanciando il messaggio che l’Arte non è affatto un hobby bensì un vero e proprio lavoro. 


 Che messaggio dà oggi il mondo dell’arte?
Speranza; credo sia questo il messaggio che oggi il mondo dell’Arte cerca di trasmettere al suo pubblico; la speranza di alleggerirci dai problemi quotidiani che talvolta sembrano essere insormontabili, e dal peso di alcuni vuoti che tutti ci portiamo dentro. Sul mio vecchio quaderno degli appunti di scuola c’è scritto “Il teatro ci invita alla bellezza pur mostrandoci la vera realtà della vita.” 


C’è spazio in Italia per giovani artisti talentuosi?
Bella domanda! Penso di si e voglio credere che ci sia perché questa cosa coinvolge anche me. L’Italia è un paese fortemente impregnato d’Arte e di bellezza. Siamo giovani, abbiamo voglia di fare, metterci in gioco. Ma soprattutto siamo artisti e in quanto tali sta a noi avere la capacità di reinventarsi e proporsi per cose sempre nuove. Dobbiamo creare delle occasioni per noi stessi, essere testardi e andare fino in fondo al punto di trovare un posto per noi. Mi piace pensarla così, almeno questo è quello che cerco io di fare tutti i giorni. 


 Il rapporto con la sua città Natale .
Sono nato ad Assisi, ed ho un rapporto bellissimo con questa città. Direi piuttosto con l’Umbria in generale. Credo sia proprio una regione salvifica, verde, silenziosa. Tornare a casa, a Valfabbrica, è stato come tornare a respirare un’aria sana, rigenerante, soprattutto se passi l’intera fase 1 chiuso in un appartamento a Milano. Per quanto riguarda Assisi, ho frequentato il liceo scientifico lì, come mia sorella. È una città magica, interamente impregnata di arte; basti pensare al Ciclo di Giotto nella Basilica Superiore di San Francesco; inoltre è fortemente attaccata alla tradizione teatrale, cosa che ha aiutato molto la crescita della mia passione per l’Arte.


Che cosa è troppo serio per scherzarci su?
Facile, il lavoro! (ride). Avendo iniziato da poco, ed essendo io di natura una persona che tende ad agitasi molto alla svelta, sto ancora cercando un mio equilibrio tra l’estrema serietà e una maggior leggerezza in ambito lavorativo. 


Il lavoro al tempo del “coronavirus” come stanno rispondendo gli artisti  a questa emergenza virale ed umanitaria che ha colpito l’Italia e il mondo intero…
È stato un momento molto difficile per l’Italia e il mondo intero, e non sappiamo per quanto ancora ne porteremo i segni. Credo che noi artisti abbiamo lanciato un bel messaggio; nonostante il nostro settore sia stato colpito così tanto da questa situazione, ci siamo fatti sentire molto vivi, presenti, pronti a rispondere, tramite i programmi televisivi e i social, al bisogno di un momento d’evasione da ciò che sta accadendo, e di leggerezza. Tuttavia, abbiamo fatto tutto questo da soli, e credo che per poter ripartire realmente, si abbia bisogno di un aiuto più concreto per noi, tali Lavoratori dello Spettacolo. 


I suoi prossimi impegni.
Bei progetti, devo dire! A breve partirò per la stagione estiva come cast artistico, cosa per niente scontata vista la situazione e le difficoltà che tutti i settori stanno avendo nella ripartenza, sono molto contento! Per il futuro si vedrà, ancora nulla di certo … un mio grande sogno è quello di andare all’estero, lavorare nel mondo del musical in Germania magari. Ad ogni modo, sono un tipo che si crea tante possibilità, mi propongo e mi metto spesso in gioco, anche in quelle cose che so non appartenermi al 100%  ma che sono una sfida per me … e mi piace un sacco questa sensazione!

























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