L'attrice Federica Flavoni: "un buon personaggio, vuol dire prima di tutto mettersi completamente a suo servizio e per farlo è fondamentale l'assenza di giudizio e/o pregiudizio nei confronti del ruolo che si andrà ad interpretare" giugno 18, 2020 \\

Federica ci racconti di Lei, chi è Federica Flavoni come persona?
Sono una persona che ama molto la Vita; poiché è stata, è e sarà sempre la mia più grande Maestra. Attraverso di essa, ho imparato ad accettare e a trasformare le esperienze più dolorose, in vere e proprie opportunità. Ovvio che durante il processo di trasformazione i momenti di sconforto ci sono, ma sono inevitabili per mutare, l'importante è non lasciarsi sopraffare. Ogni giorno è un allenamento, non si finisce mai di imparare. Nulla avviene mai per caso e dietro ogni situazione, c'è sempre un insegnamento che ci aspetta per crescere, arricchire, evolvere e quindi migliorare la nostra persona e di conseguenza la nostra Esistenza. A tal proposito una componente importante della mia persona è il lavoro costante nei riguardi della consapevolezza. Sono svariate le vie per nutrirla. Io ho trovato la mia, nella disciplina del Kundalini Yoga in cui la respirazione, la concentrazione e la meditazione sono alcuni degli elementi fondamentali. Iniziai questo affascinante percorso sedici anni fa, me ne innamorai all'istante e dopo sei anni di pratica, decisi di divenire un'istruttrice e questo è il decimo anno che lo insegno. Poi sono una donna dalle mille sfumature, con luci ombre, con passioni, interessi, pregi, difetti e limiti che riconosco e che cerco di superare. Ci sarebbe molto da dire, ma mi fermo qui, altrimenti l'intervista si ferma a questa bellissima prima domanda per nulla scontata.
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Come nasce il suo amore per la recitazione?
Tutto ebbe inizio in modo molto, molto particolare, direi magico a mio avviso. Era l'anno 2000 in cui accadde qualcosa di straordinario. Una mia amica di nome Stefania durante un pomeriggio primaverile di esattamente venti anni fa, mi guardò e senza esitare, di punto in bianco mi disse testuali parole: “Fede, perché non fai domanda per entrare al Centro Sperimentale di Cinematografia in qualità di Attrice, secondo me dovresti provarci! È una scuola importantissima di Cinema dove è difficilissimo accedere, ma secondo me tu hai un volto e una verve che fanno la differenza”, ed io che allora neanche sapevo cosa fosse il C.S.C. rimasi colpita da quelle sue parole e sentii nel profondo che quell'input che Stefania mi stava dando, mi aveva scossa, avevo percepito una vibrazione che mi aveva acceso qualcosa dentro; era troppo potente, dovevo coglierlo eseguirlo. Così feci e nonostante non avevo mai seguito un corso di recitazione, nonostante non potevo permettermi di smettere di lavorare per studiare (perché all'epoca già lavoravo da un paio di anni facendo tre lavori al giorno) azzardai, mi buttai e ci provai. Anche qui ci sarebbero molti dettagli da citare poiché colmi di coincidenze e sincronicità, ma arrivo al dunque. Dopo diverse selezioni, arrivai all'ultimo step, il bimestre propedeutico che consisteva nel frequentare per due mesi la scuola con tutte le materie attinenti al corso di recitazione. Eravamo in ventiquattro (dodici ragazze e dodici ragazzi) al termine del propedeutico di quei ventiquattro ne avrebbero scelti solo dodici. Per me era già una grande benedizione aver avuto la possibilità di arrivare fin lì e soprattutto di aver scoperto grazie a quella incantevole esperienza che la recitazione o meglio l'interpretazione, era il mio Sogno da inseguire e realizzare. Poi arrivò il grande dono. Fui selezionata tra quei dodici ragazzi e arrivai prima in graduatoria, vincendo una borsa di studio per merito. Ce l’avevo fatta! Potevo permettermi di studiare. La gioia e la gratitudine che provai fu indescrivibile. 
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Nello specifico a chi è più grata per la sua passione artistica ?
Per la mia passione artistica sono grata: all'Infinito, a mio padre Stefano, alla mia amica Stefania che mi ha ispirata e a me stessa.
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Quali sono i personaggi artistici dai quali si sente maggiormente influenzata o da cui trae
ispirazione?
I personaggi artistici dai quali mi sento maggiormente influenzata e da cui traggo ispirazione sono diversi. È impossibile per me non citare alcuni artisti del passato che hanno fatto la differenza, sia per il loro indiscutibile talento, che per la originalità e personalità. Procedo elencandone solo alcuni, altrimenti la lista sarebbe assai lunga. Parto dal grande genio Charlie Chaplin, artista di altissimo livello; Marlene Dietrich, Gena Rowlands, Anna Magnani, Monica Vitti, Jeanne Moreau, Nino Manfredi, Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni, Alberto Sordi, Bette Davis, Katharine Hepburn, Al Pacino, Meryl Streep, Anthony Hopkins, Judi Dench, Michael Gambon, Viola Davis, Sam Rockwell, Julia Roberts, Charlize Theron e molti altri/altre ancora.

Se potessi svegliarsi domani con una nuova dote, quale sceglierebbe?
Se potessi svegliarmi domani con una nuova dote, sceglierei di essere multilingue. Sì, mi piacerebbe molto avere la capacità di conoscere e parlare alla perfezione più di quattro lingue.
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Di recente l'abbiamo vista nel film "Gli anni più belli" diretto da Gabriele Muccino dove
interpreta Luisa, come ha vissuto questo personaggio?
Interpretare il personaggio di Luisa nel film "Gli anni più belli" di Gabriele Muccino è stato molto bello. La presenza di Luisa, la vediamo soprattutto all'inizio del film che è ambientato dagli anni 80' fino ad oggi. Grazie a Luisa ho avuto la possibilità di sperimentare qualcosa che non avevo ancora mai fatto davanti ad una macchina da presa. Mi riferisco ad una scena in particolare, la scena del lago, in cui Luisa si muove, interagisce e vive nello spazio che la circonda, completamente nuda. È stato entusiasmante e anche molto divertente girare questa poetica e gioiosa scena. Lavorare sul set con Gabriele è davvero un grande piacere. Ha grinta, passione e professionalità da vendere. Mantiene e trasmette sempre una buonissima energia sul set e questo è fondamentale per realizzare in modo costruttivo qualsiasi tipo di progetto, soprattutto se di squadra. Dar vita a Luisa mi ha arricchita molto, mi ha resa una donna ancora più libera. 

Invece nel 2007 interpreta il ruolo della protagonista Dora in "Dove, i miei occhi" di Corrado Punzi, cosa ricorda di quell’esperienza fatta da tutti giovani artisti?
Interpretare Dora in "Dove, i miei occhi" di Corrado Punzi, è stata un'esperienza bellissima.
Eravamo una troupe composta per lo più da giovani artisti che sin da subito hanno dato anima e corpo per realizzare e raccontare una storia importante scritta e diretta dal talentuoso Corrado Punzi. Tutto nasce da un fatto realmente accaduto. L'11 Aprile 1948, a una settimana dalle prime elezioni democratiche dell'Italia post-fascista, a Lizzanello, un paesino della provincia di Lecce, durante un comizio del Fronte Popolare, esplode una bomba. Due morti, diciotto feriti e nessun colpevole assicurato alla giustizia. La storia va avanti e a ricordare questo fatto c'è soltanto una lapide in paese e la memoria di alcuni. Il marito e la figlia di una donna morta nell'esplosione però non si rassegnano: vogliono la giustizia. Attraverso i loro occhi, vediamo scorrere eventi storici e cambiamenti socio-culturali che coinvolgono non solo il Salento, ma anche il resto d'Italia e del mondo. È stato intenso e potente vivere il personaggio di una figlia come Dora, ed è stato molto appassionante, viverlo con accanto un papà speciale, interpretato da un attore che stimo molto sia dal punto di vista artistico che umano, Giorgio Colangeli.
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Che cosa vuol dire per Lei portare sullo schermo un buon personaggio?
Per me portare sullo schermo un buon personaggio, vuol dire prima di tutto mettersi completamente a suo servizio e per farlo è fondamentale l'assenza di giudizio e/o pregiudizio nei confronti del ruolo che si andrà ad interpretare; così facendo, si ha la possibilità di iniziarlo a sentire, a conoscere e provare a farlo vivere in quella libertà espressiva basata sull'istinto, l'autenticità e l'intuito che sono le fondamenta per creare, strutturare e realizzare un buon personaggio.

Cambierebbe qualcosa nel mondo del cinema in cui si è formata?
Quello che mi piacerebbe cambiasse nel mondo del cinema in cui mi sono formata, è che sarebbe saggio e giusto se venissero date maggiori chances ai tanti professionisti sconosciuti che nonostante la loro preparazione e il loro talento, hanno ben poche opportunità per esprimere chi sono e come lavorano. Secondo me, aumentare le possibilità di accedere con una certa frequenza ai diversi provini che sono in circolazione, arricchirebbe da un lato l'artista che aldilà che venga scelto o meno, si sentirebbe motivato a proseguire la realizzazione dei propri sogni e stimolato nel continuare a credere nella meritocrazia e dall'altro, arricchirebbe sia il cinema che il pubblico portando una ventata di aria nuova, creata da nuovi talenti, nuovi volti e quindi nuove personalità.
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Quali sono i film a cui si sente più legata?
I film a cui sono legata in modo particolare sono diversi, ne cito solo alcuni: Barry Lyndon, Blade Runner, Il cielo sopra Berlino, Alien 3 scontro finale, Faces, Luci della Città, Tempi Moderni, Il Marchese del Grillo, Umberto D, Io la conoscevo bene, Roma città aperta, Bellissima, 8½, Mammina cara, Love Story, Hollywood party, Nikita, Metropolis, La ragazza sul ponte, Jules et Jim, Lezioni di piano, Shindler's list, Lo specchio, Stalker, Nostalghia, I 400 colpi,Effetto notte, Anna Karenina, Un cuore in inverno, La doppia vita di Veronika e molti ma molti, altri ancora.

Lei ha fatto anche molto teatro, quali sono gli spettacoli teatrali ai quali si sente più legata?
Gli spettacoli teatrali ai quali mi sento più legata sono diversi, ma ne cito soltanto uno, poiché c'è tanto da dire su questo viaggio incredibile che la protagonista Alba Trueba, che è il personaggio che io interpreto, percorre.
Dopo essere stata torturata durante il golpe cileno, Alba torna a casa distrutta e bisognosa di
trovare la forza e la verità per continuare a vivere. Ci riesce grazie ai quaderni lasciati in eredità dalla sua amata e defunta nonna Clara, a suo nonno Esteban, unico superstite della famiglia che nonostante la vecchiaia mantiene una memoria ancora vivida, e grazie a tutti gli spiriti dei vari personaggi della pièce che l'accompagnano in questo viaggio fatto di sangue, rivoluzione, resistenza, violenza, morte, ma anche e soprattutto di forza, tenacia, amore, speranza, vita, fiducia, connessione con l'invisibile, vitalità e rinascita.

Il rapporto con la sua città Natale?
Il rapporto con la mia città natale è viscerale, intimo, è un legame molto molto profondo e anche molto antico ora vi spiego il perché. Sono nata nel cuore di Trastevere e provengo da una famiglia paterna molto, molto romana. Una famiglia di grandi artigiani che lavoravano l'ottone da svariate generazioni e che avevano bottega al Pantheon. Anche mio nonno e mio padre avevano bottega lì e ricordo che restavo estasiata nel guardarli mentre fondevano, trasformavano, saldavano e assemblavano. Era così affascinante vederli creare. Tendenzialmente hanno sempre vissuto nel centro di Roma tra il Rione Pigna e il Rione Regola. Un lontano discendente della famiglia Flavoni a cui si risale, era un artigiano cesellatore vissuto durante il periodo datato intorno al (1527) quando ci fu la Presa del Sacco di Roma. Prima di allora purtroppo non c'è possibilità di accedere alle generazioni antecedenti, poiché come la storia racconta i Lanzichenecchi saccheggiarono, incendiarono, violentarono e devastarono Roma e i suoi abitanti. Anche per questa domanda, ci sarebbe molto da dire, ma spero di aver trasmesso un pochino, il profondo rapporto che mi lega a Mamma Roma.

Che cosa è troppo serio per scherzarci su?
Quel che è troppo serio per scherzarci su è di sicuro la salute. Sulla salute non si scherza. Senza salute non si è e non si ha nulla. È proprio vero il detto: Quando c'è la Salute c'è tutto!!!
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Lei è statala protagonista del cortometraggio "Lilah" di Joel Ramirez/Simone Barbetti e con il ruolo di Emma è stata premiata come miglior attrice protagonista al festival Corti Cultural Classic diretto da Massimo Andrei, cosa ricorda di quella serata?
Ricordo con grande piacere la serata in cui partecipammo al festival Cori Cultural Classic diretto da Massimo Andrei con il cortometraggio "Lilah" di Joel Ramirez/Simone Barbetti, nel
quale interpretavo il ruolo di Emma la protagonista. Ricordo molte cose, prima fra tutte, la premiazione. Ricordo con gioia il momento in cui ho ricevuto il premio come miglior attrice protagonista e con soddisfazione e piacere, ricordo anche l'impeccabile organizzazione, accoglienza, ospitalità e professionalità del Festival. Fu davvero una gran bella esperienza.

Il lavoro al tempo del “coronavirus” come stanno rispondendo gli artisti a questa emergenza virale ed umanitaria che ha colpito l’Italia e il mondo intero?
Gli artisti a questa emergenza virale ed umanitaria che ha colpito l'Italia e il mondo intero stanno rispondendo in vari modi. Ad esempio, noi della Casa Degli Spiriti abbiamo deciso durante il lockdown di riunirci a distanza e di creare una versione audio teatrale della Casa degli Spiriti. La registrazione audio viene realizzata in diretta attraverso una piattaforma di videoconferenza che collega gli artisti “chiusi” nelle loro case, situate in quattro Paesi: Italia, San Marino, Israele e Francia.
Riferimenti all’iniziativa:
"Voglio pensare che il mio mestiere è la vita"
ultima riga del romanzo
“La Casa degli Spiriti”
di Isabel Allende
A partire da queste parole
IL TEATRO DELLE DONNE in collaborazione con Terre Vivaci e Afrodita Compagnia presenta LA
CASA DEGLI SPIRITI - riduzione teatrale in versione audio ai tempi del Coronavirus.
Un best seller della letteratura mondiale, creato dalla penna di Isabel Allende mentre era in esilio lontana dal suo Cile.
Una drammaturgia teatrale, ad opera di Claudia Della Seta, tratta dall’omonimo libro. Una Compagnia italo-israeliana di 24 professionisti che la porta in scena dal debutto di quasi 20 anni fa nel pieno della guerra mediorientale. Una pandemia. Una biblioteca pubblica nel cuore d’Italia che propone l’iniziativa culturale “con CiviCa on line #iorestoacasa!” Un progetto collaborativo di audio-teatro per il bisogno e piacere di stare insieme – a distanza –attraverso le pagine e lo schermo. Un’appassionata esperienza di Resilienza, traendo ispirazione dalle pagine stesse.Una dichiarazione d'amore per la vita, per non dare mai per scontata la vita. Un regalo, o meglio, un atto di presenza e appassionata condivisione del nostro lavoro artistico in tempi così sofferenti per il Teatro. Un racconto a voce alta, anzi 10, capitolo per capitolo seguendo il filo delle vicende della famiglia Trueba-Del Valle, per ritrovarci ancora una volta, ma più che mai, insieme con voinella stessa Storia, nella stessa Casa. Per questo progetto di audio-teatro la Compagnia La Casadegli Spiriti è così composta:
● Drammaturgia: Claudia Della Seta
● Regia: Claudia della Seta e Glenda Sevald
● Interpreti: Licia Amendola, Mira Awad, Lorena Bassi, Claudia Della Seta, Sofia Diaz, Antonio
Fazzini, Matteo Febo, Federica Flavoni, Daniela Giovanetti, Maurizia Grossi, Mario
Migliucci, Barbara Porta, Adriano Saleri, Glenda Sevald, Simone Spinazzè, Tamara Stiel
Cohn, Amir Yerushalmi, Stefano Viali. Suono: Paolo Panella;
● Immagini: Paolo Matteoni Fotografo - Firenze;
● Ideazione e diffusione: Adriana Migliucci.
La Casa degli Spiriti in versione audio-teatro, ogni venerdì, dallo scorso 15 maggio. Un capitolo alla settimana sulla pagina FB della @CiviCa Biblioteca di Calenzano e sulla nostra Pagina FB La Casa degli Spiriti @produzionidalbassolacasadeglispiriti.

I suoi prossimi impegni?
In attesa che le produzioni siano nuovamente attive, intanto ci godiamo la riapertura delle sale cinematografiche e dal prossimo 15 luglio, di nuovo in tutti i Cinema e nelle Arene estive “Gli anni più belli” riprende il suo viaggio. Quindi vi aspettiamo, ci vediamo li.

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