Ivan Castiglione: " Gli artisti suggeriscono sempre l’attenzione verso la sensibilità e l’armonia. Mandano messaggi con tutte le loro forze purtroppo se chi decide, da tempo, pensa nella inutilità di queste carezze continue che gli artisti tentano di fare luglio 20, 2020 \\

Ivan  ci racconti di Lei, chi è Ivan Castiglione come persona?
Ah boh! Lo scopro ogni giorno... i miei amici stretti saprebbero rispondere meglio.
Sosia & Pistoia - Attori - Ivan Castiglione

Descriva il suo giorno lavorativo perfetto…
Prima di tutto ci deve essere il lavoro che di questi tempi non è scontato.  Poi vorrei sempre  lavorare  con persone che fanno di tutto per approfondire e che cercano di scovare ogni possibilità per fare sempre meglio. Anche per fare cose leggere e brillanti credo ci sia il dovere di esplorare tutte le opportunità, purtroppo non avviene sempre.  

Come nasce il suo amore per la recitazione.
Quando sono salito per la prima volta  sul palcoscenico o quando ho interpretato  il mio primo personaggio davanti ad una macchina da presa, la mia vita è cambiata totalmente e non poteva più prescindere dal provare per gioco ad essere “un altro” con tutte le infinite sfaccettature ed emozioni. Un atto d’amore nato così o forse è sempre stato parte di me.

Nello specifico a chi è più grato per la sua passione artistica?
Sono grato a tutte le persone che hanno voluto condividere con me  una esperienza artistica, so che è sempre stato un atto d’amore e averla condivisa con me, è cosa di cui ringraziare, sempre!

Quali sono i personaggi artistici dai quali si sente maggiormente influenzato o da cui trae ispirazione?
Più che personaggi artistici, mi ispirano le persone che incontro ogni giorno.  Un attore racconta la vita tramite i personaggi che interpreta e a me piace osservare e lasciarmi ispirare dalle persone che incrocio quotidianamente nella vita per poi, più o meno consapevolmente, poter attingere  nel creare un personaggio. Poi ovviamente ammirare i personaggi interpretati ad esempio da Joaquin Phoenix credo insegni molto.
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Che cosa vuol dire per Lei portare in scena un  buon personaggio? Tenuto conto che ha dato vita sempre a personaggi scomodi usciti dalla penna di autori difficili, amati e contestati come Saviano.
Riuscire a cogliere più sfaccettature e più emozioni del personaggio rende il lavoro molto accattivante, alle volte sono personaggi più netti, con meno aspetti da raccontare e allora mi piace puntare su quella peculiarità  che lo caratterizza, cercandola di esaltare  nella maniera migliore e personale. Se invece il personaggio è più ricco e con più colori, il lavoro è ovviamente più stimolante e più scomodo ed è una sfida più impegnativa e difficile!

Cambierebbe qualcosa nel mondo  del teatro, della televisione e del cinema in cui si è formato?
Se potessi tornare  indietro probabilmente andrei a studiare subito in Inghilterra per cercare di parlare l’inglese come un madrelingua. Non poter partecipare alle tante cose meravigliose che fanno è un peccato. Però sono molto orgoglioso del percorso artistico che mi ha formato.

Nel 2015 sei stato il primo attore italiano a lavorare per il prestigioso National Theatre of Scotland, dove è coprotagonista di “The driver's seat” per la regia di Laurie Sanson, ci racconti.
Un’esperienza unica. Ero entusiasta di aver vinto un provino con uno dei registi più bravi del Regno Unito, in un progetto importantissimo  con attori inglesi e scozzesi bravissimi.
Leggere che il “the Guardian” parla di una tua interpretazione super,  è una botta di adrenalina inspiegabile  
Ivan Castiglione (@ivancastiglione) | Twitter
Ama essere ripreso e diretto da un buon regista cinematografico  o preferisce calcare le tavole di un buon palcoscenico?
Uguale, quando un regista riesce a farmi fare cose che non pensavo e a dirigermi al meglio per interpretare un ruolo, è fantastico sempre, sia in teatro che al cinema, che in televisione

Quali sono i lavori teatrali a cui si sente più legato?
C’è ne sono tanti, il primo pezzo di cuore è sicuramente per il Candido per la regia di Liberovici, dove interpretavo Candido stesso, un musical pazzesco scritto da Aldo Nove e prodotto dallo Stabile di Genova. Estasi totale nel ricordarlo.
Poi Gomorra ha segnato 5 anni della mia vita e rimarrà credo per sempre un pezzo importante di me!
“Idroscalo 93, morte di Pier Paolo Pasolini”scritto da Mario Gelardi dove ho curato anche la regia,  è uno spettacolo che praticamente spero di riportarlo in scena ogni anno.
Ma anche “12 baci sulla bocca” per la Regia di Giuseppe Miale di Mauro fatto con la compagnia Nest, oppure le ultime esperienze che ho avuto con la compagnia “Vucciria teatro” e lo spettacolo  Tossine di Tony Laudadio con la regia di Monica Nappo sono state due esperienze che vorrei facessero altre 3000 date di tournée, anzi no 5000
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 I film a cui si sente più legato.
Il mio prossimo film, Rumore di Nicola Telesca, che spero di poter girare a breve. Un film forte che  racconta una storia difficile del nostro paese e io interpreto un ruolo che sognerebbe qualunque attore. Poi ci stiamo lavorando con il regista da tanto, insomma una bella sfida!

Che messaggio dà oggi il mondo dell’arte?
Gli artisti suggeriscono sempre l’attenzione verso la sensibilità e l’armonia. Mandano messaggi con tutte le loro forze purtroppo se chi decide, da tempo, pensa nella inutilità di queste carezze continue che gli artisti tentano di fare, diventa un mondo più triste e brutto.

C’è spazio in Italia per giovani artisti talentuosi e se dovesse dare un consiglio appassionato a un aspirante attore, cosa gli direbbe?
Lo spazio c’è, però in Italia in questo momento credo ci sia il rischio che un grande talento possa non  venire notato, e questo è un sacrilegio... quindi il consiglio è che se inizi a fare l’attore in Italia,  oggi non solo devi cercare di fare il massimo per diventare bravissimo ma devi anche spaccarti in quattro perché si vengano a creare le condizioni perché il tuo talento venga notato e apprezzato!
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Se potessi svegliarsi domani con una nuova dote, quale sceglierebbe?
Cantare come Stevie Wonder, ballare come Michael Jackson e riuscire a farsi scivolare tante false problematiche dalle spalle con un semplice colpo di ventaglio!
Ivan Castiglione | I Bastardi di Pizzofalcone | Rosy Abate

Il rapporto con la sua città Natale .
Parto sempre da lì, ogni sotto testo di una sceneggiatura o di un copione,  in lingua italiana o inglese,  è in napoletano!


Che cosa è troppo serio per scherzarci su?
La Violenza in tutte le sue forme!

Sosia & Pistoia - Attori - Ivan Castiglione
Tanti premio importanti tra cui nel 2016 Il Napoli Cultural Classic come miglior attore teatrale, cosa ricorda di quella serata.
Le persone del pubblico che mi ascoltavano mentre parlavo dopo aver ricevuto il premio, erano persone” belle“ appassionate e interessate. Quella serata aveva un sapore di esaltante condivisione. Grazie.

Il lavoro al tempo del “coronavirus” come stanno rispondendo gli artisti a questa emergenza virale ed umanitaria che ha colpito l’Italia e il mondo intero...
Sembra strano ma forse riusciamo, noi attori, davvero a diventare una categoria unita, riconosciuta e rappresentata.  Speriamo finalmente di poter  anche avere una voce in capitolo per il riconoscimento dei nostri diritti.
Fino ad adesso non lo siamo stati e credo sia arrivato necessariamente il momento di esserlo! E questo sono convinto che migliorerà molto l’offerta artistica che il mondo dell’arte farà al pubblico italiano!

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I suoi prossimi impegni?
Parteciperò con grande emozione al nuovo film di Mario Martone “Qui rido io”
Il 14 e 15 luglio sarò in scena al Napoli Teatro festival con  “Plastilina” di Marta Buchaca  con la compagnia del Nuovo Teatro Sanità per la regia di Mario Gelardi dove mi ritrovo a condividere il palco con una attrice bravissima che è Teresa Saponangelo, dopo Plastilina di e con Tony Laudadio,  portato in scena lo scorso gennaio  al teatro Mercadante per la regia di Monica Nappo
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