Il pittore Francesco Fiscardi : "sin da bambino ho avuto il desiderio di esternare le mie emozioni attraverso un linguaggio legato ai colori..." agosto 17, 2020 \\

Francesco ci racconti di Lei, chi è Francesco Fiscardi come persona?
Sono nato a Napoli nel 1974, dove ho trascorso la mia infanzia in un quartiere popolare, ero solo un bambino quando ho percepito ed osservato con notevole interesse quella moltitudine di colori che pervade ogni angolo della mia città, le note che emanano gli strumenti degli artisti che suonano per strada, i tanti turisti che visitano la città in cui rappresenta anche un momento di interscambio culturale con gli stessi, la mia passione per i documentari sulle metropoli hanno stimolato in me una forte sensibilità verso i colori e la natura, la voglia di descrivere, conoscere e raccontare delle emozioni attraverso la tela le località urbanistiche ed ambientali lontane dal luogo in cui sono vissuto.  
Descriva il suo giorno lavorativo perfetto
Spesso mi capita di leggere dei settimanali ricchi di spunti e di riflessioni tra cronaca, politica, attualità, cultura e moda. E quando si parla di lavoro, in generale, mi rendo conto che un giorno lavorativo perfetto per me rappresenta l’aver apportato delle nuove conoscenze, delle innovazioni e miglioramenti al lavoro di cui prima non ne ero conoscenza.   


Come nasce la sua passione per la pittura?
Il mio percorso esistenziale ed artistico è stato da sempre strettamente connesso, sin da bambino ho avuto il desiderio di esternare le mie emozioni attraverso un linguaggio legato ai colori, una percezione dell'ambiente da descrivere attraverso le varie tonalità. Mi sono avvicinato al mondo dell’arte nei primi anni novanta, dove ho iniziato a sperimentare la pittura più convenzionale, ma sono stato fortemente influenzato dall’action painting. Successivamente la mia attività artistica ha continuato ad evolversi ispirandomi ai meravigliosi colori dei paesaggi naturali e urbani. 


La sua pittura analizza in modo creativo le città viste dallo spazio. Da dove nasce questa esigenza?
Viviamo l'epoca dei droni (la parola drone in inglese significa ”fuco” ovvero il maschio dell’ape), una delle più grandi invenzioni umane degli ultimi anni. 
La mia esigenza nasce dal fatto di creare e sperimentare un nuovo linguaggio pittorico, una vera e propria anatomia delle metropoli dei cinque continenti della terra, una prospettiva vista in volo. Questa linea pittorica, ispira emozionanti sensazioni aeree in un viaggio ideale dello spirito che anela ai suoi spazi di libertà attraverso gli occhi dell’osservatore che si libra dall’alto del cielo, limpido e terso, tra i colori che animano le varie metropoli. Questa esperienza per me, rappresenta un modo nuovo di fare arte, che definirei “la pittura vista dallo spazio” che raffigura su tela delle emozioni nuove, completamente innovative della nostra epoca attraverso la rappresentazione delle metropoli viste dall’alto.


Nel 2018 ha fatto una personale a Capri dedicata a New York dal titolo evocazioni sensoriali dei distretti di New York city, le chiedo cosa significa questo viaggio sensoriale...
Un vero e proprio viaggio sensoriale, attraverso i cinque distretti, volto riscoprire la città americana per antonomasia attraverso fedeli atmosfere tonali delle sue diverse ripartizioni territoriali. La collezione rappresenta, nel suo insieme, un omaggio a New York City dove cerco di evocare e di individuare i simboli di grandezza e di libertà, raffigurati dai tipici grattacieli che si stagliano verso cielo realizzando un’ideale connessione tra il nostro pianeta e lo spazio, per ribadire, le potenzialità di un paese come gli Stati Uniti, considerato, sin dalle sue origini, terra dalle infinite opportunità e capace di riconoscere e valorizzare l’umano talento in tutte le sue più varie espressioni. Nelle opere è possibile individuare anche l’impronta multietnica della città newyorkese, capace d’integrare popoli e culture diverse. Nelle più usuali sequenze cromatiche sulle quali è fondato l’impianto formale dell’opera, si scorgono colori fuori tonalità, inserite nel dipinto quasi come si trattasse di blue note in un brano jazzistico per creare una sensazione d’indeterminatezza e di sorpresa capace di stimolare l’immaginazione del fruitore, nell’evocare ambienti americani resi celebri dalla letteratura e dalla cinematografia a stelle e strisce. 
Fiore all’occhiello della mostra dedicata a NYC sull’isola di Capri è stata l’inclusione dell’iniziativa fra quelle approvate per l’Anno europeo del patrimonio culturale 2018, in cui si sono svolte una serie di iniziative e di manifestazioni in tutta Europa per consentire ai cittadini di avvicinarsi e conoscere più a fondo il loro patrimonio culturale. Il logo dell'iniziativa dell'Anno europeo del patrimonio culturale è stato rilasciato dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo - Mibact. 

Quali sono gli artisti dai quali si sente maggiormente influenzato o da cui trae ispirazione?
Più che personaggi artistici, mi ispirano i luoghi che visito e che osservo da cui traggo ogni magnifica ispirazione. Cerco di raccontare le metropoli attraverso i simboli ed i colori. Mi piace molto osservare e lasciarmi ispirare dalle persone che guardano con attenzione e commentano le mie opere. Questa è la mia vera ispirazione, leggere nei propri occhi le loro emozioni cercando di dare il meglio con la mia arte.

Se potesse svegliarsi domani con una nuova dote, quale sceglierebbe?
Quello di studiare musica, e suonare uno strumento a fiato. Rappresenterebbe per me un meraviglioso cocktail artistico in cui la pittura si sposa e si fonde con la musica. 

Che cosa vuol dire per Lei dar vita ad un quadro?
Dare vita ad una tela significa innanzitutto aver acquisito nella mente numerose ispirazioni ed impulsi positivi che passano come dei flash, e che generano il cosiddetto momento finale quello di mettere a fuoco ed esprimere su tela attraverso i colori tutte le sensazioni provate precedentemente. 

Cambierebbe qualcosa nel mondo dell’arte in cui si è formato?
Non saprei, ma credo che lo scenario artistico contemporaneo ha bisogno di positività, e spero che negli anni avvenga un cambiamento che porti linfa nuova e che dia speranza ai giovani per il bene e la crescita comune.

Quali sono le opere a cui si sente più legato?
Le opere a cui sono più legato sono quelle della collezione “Metropoli del mondo” con cui ho inaugurato la mia prima mostra personale tenutasi al Castel Dell’Ovo - Sala Delle Terrazze di Napoli nel 2016. Un vero e proprio viaggio virtuale attraverso i cinque continenti della terra, un originale itinerario pittorico al quale ho dedicato due anni di ricerca per la realizzazione di una serie di quindici opere, frutto di reminiscenze documentaristiche e di una immaginifica rielaborazione artistica in cui ho associato i colori alle località rappresentate, per poi sviluppare sintetiche strutture cromoformali capaci di riprodurre le atmosfere talvolta ambientali, talvolta urbanistiche delle città ritratte, con assoluta delicatezza e precisione. 

C’è spazio in Italia per giovani artisti talentuosi ?
Siamo il paese dell’arte per eccellenza, da sempre la Patria di grandi artisti e nel contempo anche una buona palestra dove fare delle importanti esperienze e prepararsi a dele importanti esposizioni anche sul territorio straniero. Credo che, l’epoca che viviamo in un mondo globalizzato, l’estero può rappresentare maggiori opportunità per un giovane artista talentuoso.

Il rapporto con la sua città Natale .
Ho vissuto per motivi di lavoro dal 1998 al 2009, ad Orvieto (TR), ma il rapporto con Napoli ha rappresentato sempre un amore sconfinato che ha influenzato il mio temperamento e la mia vena artistica, tuttavia Napoli scorre sempre dentro di me con i suoi umori popolari, con i suoi colori, con quel realismo magico di ironia, dei gesti d’amore fatti dai napoletani per aiutare il prossimo, la solidarietà e le sue piccole e grandi storie. 

Che cosa è troppo serio per scherzarci su?
Non si può scherzare su chi ha gravi problemi di salute o è più fragile di noi e non può difendersi. Chiunque venga discriminato a causa della sua fragilità e della sua particolarità è invece da proteggere e aiutare.

I suoi prossimi impegni?
Dopo l’esposizione napoletana e romana della collezione “Metropoli del mondo” sto lavorando per l’organizzazione della terza tappa della predetta collezione, prevista nella città di Venezia nel 2021.

 

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