L'attore Manuele Morgese: " Chi mi conosce sa che per me recitare è un impegno che supera ogni coinvolgimento personale..." ottobre 9, 2020 \\

Manuele ci racconti di Lei, chi è Manuele Morgese come persona?
Non ne ho la più pallida idea. Mi chiede troppo. Poi internet è più che sufficiente oggi per descrivere chi fa un lavoro come il mio….
Sono una persona semplice e molto impegnata. Mi piace definirmi artista e artigiano , visto che ho creato diversi luoghi di cultura e veri e propri teatri dal nulla. Sono un papà felice ed orgoglioso ed una persona estremamente curiosa. Ho 45 anni ma sento di averne vissuti 90 e non mi basta una vita per fare tutto ciò che vorrei fare….

Descriva il suo giorno lavorativo perfetto….
Impossibile. La perfezione in teatro non può durare un giorno… al massimo un attimo.Il teatro nasce e muore nel suo stesso farsi. È sempre imperfetto come la perfezione di un’opera d’arte : cioè una imperfetta perfezione. Il teatro è empirico e non si sposa con formule prestabilite.Il debutto dell’ultimo spettacolo sulla Shoah a Parigi…. forse ..e per qualche istante è stato perfetto. Almeno per me.

Come nasce il suo amore per la recitazione?
A casa il teatro si respirava per la frequentazione di attori e musicisti napoletani amici di papà. Mio padre Antonio è pittore e scultore ed aveva amici come Roberto Murolo, la figlia di Toto’, Peppino di Capri , Angela Luce e altri. Come mai ho fatto poi Teatro? A scuola e per caso. Mi piaceva una ragazzetta al liceo iscritta al corso di recitazione ed ho deciso di buttarmi. Ero timidissimo, insicuro e con una voce stridula da paperino! Poi il grande demone mi ha rapito per sempre!
Convince solo a metà il "Caligola" di Pino Micol con il bravo Manuele  Morgese |
E’ più difficile stare in scena come attore o regista?
Sono un attore e resto attore anche quando sono alla regia…. La regia ha necessità di sintesi infatti richiede una maturità maggiore ed un bagaglio culturale più ampio rispetto alla attorialità. Per quanto mi riguarda la regia è un gioco, mi rilassa. Stare in scena come attore è ben più impegnativo, sia fisicamente che psicologicamente.

E la passione per la scrittura teatrale?
Quella nasce da una necessità, dal desiderio di mettersi in scena e in gioco. Il primo lavoro è stato quello che ha dato il nome al TEATROZETA ossia “la A di zetA”, poi due testi pubblicati da Zikurat edizioni come Masaniello e Federico II e tanti altri, alcuni mai messi in scena. Ho scoperto presto la passione per la scrittura …un po’ per gli studi classici letterari fatti all’università di Napoli e un po’ per l’aria che respiravo in casa grazie a mia madre, anche giornalista, che ha scritto libri di poesia e sociologia e a mio padre , pittore e scultore.
Sipario sul Gran teatro Zeta «Troppi costi, affondiamo» - Pescara - Il  Centro
Quali sono i personaggi dai quali si sente maggiormente influenzato o da cui trae ispirazione?
Preferisco la tragedia alla commedia. Lo dico scherzosamente. Tuttavia le corde attoriali vibrano meglio nel dramma e sento di condividere con il mio personaggio tutto me stesso. Sono un attore che ama “sudare” “smazzare” in scena. Chi mi conosce sa che per me recitare è un impegno che supera ogni coinvolgimento personale. Un impegno al quadrato direi.
I grandi personaggi… tanti…. sono quelli che ti segnano la strada. Ho avuto la fortuna di fare il produttore appena uscito dalla scuola del teatro Bellini . Ho fatto da subito il protagonista dei miei testi a partire da Masaniello e Federico II
Posso partire dalle prove da protagonista di Caminito di Riccardo Reim che prevedeva il nudo integrale del personaggio, al barbone dei Turbamenti notturni; dai tre personaggi del romanzo di Wilde che ho interpretato contemporaneamente nella riscrittura di Manfridi per la regia di Pino Micol, per poi passare forse al più grande che ho interpretato come Caligola di Camus.

Che cosa vuol dire per Lei portare in scena un buon personaggio?
Vivere, respirare, parlare di se stessi attraverso il personaggio interpretato. La fusione con il personaggio regala al pubblico la bravura dell’attore.

Cambierebbe qualcosa nel mondo del teatro e del cinema in cui si è formato?
Ho conosciuto e lavorato con Peppino Patroni Griffi, Maurizio Scaparro, Pino Micol, Tato Russo. Sono stato allievo di Andrea Camilleri, Livio Galassi, Dario Fo. Ho visto Vittorio Gassman e Carmelo Bene a teatro…Ho conosciuto e dedicato la mia tesi di laurea a Mauro Bolognini. Sono stato fortunato. Uno solo dei nomi citati trasformerebbe un gregge di pecore in un gruppo di bravi attori. Non cambierei nulla.
IL VELENO DEL TEATRO - Teatrozeta

Quali sono i suoi spettacoli a cui si sente più legato?
Quelli già citati: senza dubbio Caminito, Masaniello, Federico II e Dorian Gray

 Che messaggio dà oggi il mondo dell’arte?
Sicuramente un messaggio diverso, a molti astruso e incomprensibile, ai più,  noioso e anacronistico. La tecnologia ha trasformato il mondo alchemico degli artisti. Oggi molti pensano che una fiction sia un vero film. Che fare un programma tv e diventare “personaggio” sia essere “artisti”. Insomma la differenza tra un dolce fatto in casa con ingredienti naturali e la crostata che non sa di nulla del discount.
Il teatro oggi è contaminato da “intrusi”, mi lasci passare il termine, che provengono dalla televisione. Cercano di darsi un tono facendo teatro e distruggendo la forma d’arte più preziosa e completa che esista. Per fortuna ci sono anche flussi opposti e al contrario coloro che venendo dal teatro rendono il cinema ancora più grande e nobilitano la televisione. Parlo di Proietti o Toni Servillo per citarne alcuni.

C’è spazio in Italia per giovani artisti talentuosi e se dovesse dare un consiglio appassionato a un aspirante attore o regista , cosa gli direbbe?
No ! in Italia , peggio di tanti paesi europei no! non non c’è spazio per il talento. Figuriamoci.Non voglio essere nichilista…..ma nel paese dei super raccomandati non c’è spazio per la meritocrazia. Siamo un paese che ha perso la memoria del suo grande passato. Lo dicono i dati. La gente non va al cinema , al teatro, all’opera, non legge e non va al museo…..Solo i ristoranti e le discoteche sono piene! Un paese che non legge e che è sempre più accartocciato sull’arrivismo, il solipsismo, il so tutto io etc etc… Un giovane per “sfondare” in campo artistico non pensa minimamente a studiare. E forse fa bene. Preferisce la televisione, il talent, pensando che sia la via giusta. Io negli anni ’90 vinsi il Beato tra le donne, nota trasmissione su canale 5 diretta da Paolo Bonolis, per la regia di Pingitore. Diventai nel mio piccolo bravo e famoso in pochi minuti… Cosa poi che finì in poche settimane. Decisi allora di diventare “bravo”. Non so se ci sono riuscito. Ma almeno non mi si può negare di essere un professionista del settore. Oggi un agente ti prende e ti promuove solo se il tuo profilo Facebook è “ taggato” alla grande. Non certo perché tu sia bravo. .Ma questo accade anche in altri settori.
Cosa consiglio?
Mi viene da dire: pensa a fare un mestiere “sicuro” e non l’attore. Se proprio non riesci a vivere senza teatro allora datti da fare: STUDIA CON UMILTA’! Ruba il mestiere e stai nelle cose e soprattutto posa sto cz.. di telefonino e vivi nel reale. Basta con la virtualità!
Teatro Zeta, presentata la stagione 2018/19 ”Volo libero”
Lei ha dato vita nella città dell’Aquila ad una grande realtà culturale con la nascita del Teatro Zeta in un dei periodo più bui della comunità aquilana colpita da un brutto terremoto… come si vincono queste sfide?
Con Amore, passione e follia. Senza pensare troppo. Fare, fare e poi fare. Non so come ci sono riuscito. Costruire un teatro dal nulla. Non sono ricco di famiglia quindi…. Non saprei. Se credi fino in fondo in quello che fai allora …. Tutto ritorna. L’Universo risponde e per magia accade l’impossibile…Credere è la metà di esistere.

Il rapporto con la sua città Natale .
Bello! Adoro Napoli, proprio per le sue storiche e infinite contraddizioni. Sono fiero di essere napoletano. Torno oramai solo per lavoro ma il mio incontro con Napoli è sempre piacevole e solare, luminoso….. bello. Ricorda quando le parlavo della perfetta imperfezione che rende perfetti…Ecco: Napoli è così! Un’imperfetta perfezione. Per questo è magica!

Che cosa è troppo serio per scherzarci su?
L’Amore….. ovvio!

Lei è stato uno dei fondatori del Premio Festival Napoli Cultural Classic nel lontano 2000 ed anche uno dei vincitori e precisiamo meritatamente, ci racconti come nasce questa avventura di volontariato culturale a sostegno dell’arte.
Il merito è del mecenate avvocato Carmine Ardolino che vent’anni fa non era né mecenate né avvocato come io non ero attore…. Tutto è nato per amore dell’arte. Tutto per passione quella che Carmine, che ammiro per coraggio e tenacia, infonde ancora oggi al suo premio. Per gioco costruimmo un palcoscenico con le cassette di plastica per le noci che erano nello spazio all’aperto della villa Ardolino. Invitammo un po’ di amici artisti per promuovere il premio appena nato distribuendo un po’ di coppe e targhe. Negli anni le cassette sono state sostituite da un vero palco e la location in posti prestigiosi che i lettori conoscono bene dell’interland nolano. Il premio è cresciuto tanto. Negli anni ogni volta che ho presentato e sono intervenuto ho respirato la stessa emozionante e genuina atmosfera. Ho incontrato personaggi straordinari con cui ancora oggi ho contatti come Iaia Forte ad esempio; l’avvocato Ardolino come un magnete potente ha attirato a sé artisti da tutto il mondo ed ha insignito del premio personaggi di calibro internazionale!

Il lavoro al tempo del “coronavirus” come stanno rispondendo gli artisti  a questa emergenza virale ed umanitaria che ha colpito tutta l’Italia e il mondo e come pensate di rientrare in campo viste le problematiche che sta affrontando il mondo della cultura in generale?
La situazione non è certo delle migliori. Ma l’arte è sopravvissuta a guerre e catastrofi peggiori. Passerà anche questa. Speriamo presto. Il Teatrozeta ha riaperto il 1 ottobre lo stesso il Cinemazeta. Tra pochi giorni torno in scena
Il Caso Dorian Gray - Teatrozeta
I suoi prossimi impegni?
Con IL CASO DORIAN GRAY . Debutto a L’Aquila il 15 ottobre , dal 16 al 18 a Roma al Teatro di Tor Bella Monaca per poi passare a Viterbo e Sassari. A novembre debutta il nuovo lavoro dedicato a Falcone e Borsellino dal titolo APOLIDIA. A dicembre in coproduzione con il TSE di Cagliari sono impegnato nella regia di un testo straordinario: I giganti della Montagna di Pirandello. E speriamo che nessun virus ci rovini la festa
Il Caso Dorian Gray - Teatrozeta

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Chi Siamo

Siamo una Associazione nata nel 2000, apartitica e interconfessionale, denominata “Napoli Cultural Classic” (Associazione Culturale volta alla diffusione dell’arte e della cultura, diretta alla promozione di artisti e di studiosi in fase di  affermazione nel campo del cinema, teatro, televisione, musica, danza, arte figurativa, moda, scrittura, scienze giuridiche e tecnologiche e di tutte le altre forme di scibile che i soci ordinari riterranno opportuno inserire.).

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