Dario Ianne: " Lavorare duramente per essere un'altra persona, un'altra storia, un'altra vita sul palco, non essere te stesso, e soprattutto arrivare totalmente alle persone." ottobre 16, 2020 \\

Dario ci racconti di Lei, chi è Dario Ianne come persona?
Cavolo, è una domanda che uno non si fa mai abbastanza credo, una di quelle domande da un milione di dollari direi, non so se uno riesca a capire fino in fondo chi è realmente perché la vita ti mette di fronte una marea di imprevisti, regali, persone, odori, progetti che ti fanno cambiare, cambiare visione di quello che pensi,di quello che credevi realmente, o magari solo pensavi di credere di volere veramente, credo che io stia imparando con il tempo a capire chi è veramente
Dario Ianne, e forse chissà devo ancora scoprire tanto di me, ma ad oggi, a 30 anni posso dire che è una persona che ha sacrificato tanto, forse troppo, una persona che tutto quello che ha intorno, bello o brutto che sia, sia frutto di tutte le scelte fatte, è una persona piena di difetti, ma allo stesso tempo piena di pazienza, una persona che fino ad ora quando ha voluto davvero una cosa ha fatto i salti mortali per arrivarci, sacrificando anche cose importanti, Dario Ianne è una persona che di fronte al mondo non ha mai smesso di sorridere, positivo, di essere ottimista, realista, ma anche molto insicuro, che spesso e volentieri non ha abbastanza fiducia in se stesso, che sa che il mondo è pieno di difficoltà e imprevisti e spesso e volentieri non tutto va, anzi quasi mai va come ti aspetti o come avevi progettato, è una persona che ha imparato ad accettare che le cose vanno così e a rimboccarsi le maniche per ripartire, perché che si dica quello che si vuole, i sogni sono importanti o altro, ma la realtà spesso, in maniera molto cruda, è un insieme di bollette da pagare, affitti e altro, cose che spesso con sogni o mondi come il teatro o passioni simili purtroppo non collimano quasi mai, detto questo direi che Dario Ianne è un cantiere in costruzione, ma siamo a buon punto.

 Descriva il suo giorno lavorativo perfetto….
Il mio giorno lavorativo perfetto prende spunto da un episodio che mi è accaduto durante l'allestimento del Musical “Green Day's America Idiot”, durante i miei anni alla Scuola del Teatro Musicale di Novara, erano giorni abbastanza pesanti, per me in particolare perché ero al contempo impegnato a lavorare in un ristorante la sera per mantenermi gli studi, ma senza dilagare, eravamo durante le prove, in una delle sale della scuola, ed eravamo tutti in cerchio, seduti, a preparare le canzoni dello spettacolo, in particolare “21 Guns”, e ricordo che c'è stato un attimo, un momento preciso in cui ho realizzato una cosa pazzesca, non so come e perché certe cose succedano, come quando ti arriva un colpo, una botta improvvisa che ti apre gli occhi; ecco per me in quel momento
fu un qualcosa di incredibile, per un attimo, e ancora oggi lo ricordo, ho pensato..”IO SAREI PRONTO A RIFARE TUTTO, OGNI SINGOLO SACRIFICIO, OGNI SINGOLA LACRIMA VERSATA, OGNI SINGOLA DELUSIONE VISSUTA, PER RIVIVERE QUESTO ESATTO MOMENTO”, questo per dire che in questo mestiere, aldilà della bella compagnia, delle risate o altro, la giornata perfetta è ciò che ti esplode dentro al cuore, ciò che questo mestiere ti fa provare davvero, ciò che ti regala, e solo chi lo vive lo può capire davvero.

Come nasce la sua passione per lo spettacolo ?
La mia passione per questo mondo nasce grazie ad un incontro fortuito, ero nel mio Paese,ed ero ad una festa che coinvolgeva tutti gli abitanti ed una sera, la compagnia teatrale amatoriale “Instabile”, di cui poi successivamente feci parte, metteva in scena “Pinocchio” il Musical, credo che prima di quel momento non avessi mai visto un musical o ne avessi sentito parlare, ma il fatto fu che guardando quello spettacolo fu come un colpo di fulmine, senza spiegazione, quell'insieme di colori, musica e balli mi aveva rapito il cuore totalmente e mi aveva fatto perdere la testa nel vero senso della parola.

Nello specifico a chi è più grato per la sua passione artistica?
Mi sento di essere grato in primis ai miei genitori, persone cresciute in un'epoca dove il lavoro, la famiglia erano priorità e fare l'artista o semplicemente far parte di questo particolare mondo non era pensabile, o non era qualcosa che potesse assicurarti un futuro,a loro che a parte le preoccupazioni e le titubanze per il proprio figlio iniziali sono diventati i miei più grandi fan e mi hanno sostenuto tantissimo, continuando a farlo, gli sarò grato tutta la vita, sono grato a tutte le persone che
conoscono e che hanno creduto e continuano a credere in me, amici, parenti, ed infine a tutti i miei Maestri, di vita e d'arte, insegnanti della scuola di Novara, a tutti coloro che mi hanno insegnato quello che avevano, a tutti i professionisti incontrati per la strada che mi hanno lasciato, forse anche non rendendosi conto, qualcosa di loro su cui crescere, sono grato a tutte queste persone e soprattutto a me per la forza instancabile e la determinazione che ho saputo tirare fuori.

Quali sono i personaggi artistici dai quali si sente maggiormente influenzato o da cui trae ispirazione?
Premesso che mi sento onorato per ogni artista o insegnante incontrato lungo la strada per quello che mi ha dato e che ha formato la persona che oggi sono, una delle persone che è stata di ispirazione o che ha influenzato in positivo tanto all'inizio di tutto, che reputo un grandissimo artista a cui devo tanto è Manuel Frattini, a cui mando il mio abbraccio forte lassù, e poi tantissime persone che stimo,e la lista sarebbe troppo lunga e rischierei di dimenticare qualcuno, tutta l' STM
naturalmente.

Se potessi svegliarsi domani con una nuova dote, quale sceglierebbe?
Sarebbero troppe ahahah, ma sicuramente la Fiducia in me stesso, e un altro pochino di carattere in più non guasterebbe.

Che cosa vuol dire per Lei portare in scena un buon personaggio attraverso il canto , la recitazione e il ballo?
Lavorare duramente per essere un'altra persona, un'altra storia, un'altra vita sul palco, non essere te stesso, e soprattutto arrivare totalmente alle persone.


Cambierebbe qualcosa nel mondo del teatro in cui si è formato?
Direi troppe, cambierei mentalità delle persone, cambierei le possibilità che vengono date,cambierei il fatto che una persona per arrivare ad un minimo di quello che sogna deve affrontarel'impossibile, stipendio minimo, se lo si percepisce e quando, attese per poche centinaia di euro, cambierei lo sfruttamento che spesso c'è, tanto lavoro per poco, quasi nulla visto il lavoro che c'è dietro, più possibilità per tutti finalmente, sia nelle audizioni, e ciò dare opportunità o spazio anche a gente nuova, e non sempre i soliti nomi, darei la possibilità a tutti in maniera accessibile di studiare canto, danza, recitazione senza dover pagare un occhio della testa per una scuola privata,cambierei la mentalità del pubblico italiano che sul Musical è molto restio o non pronto a delle novità a livello di produzioni nuove, direi che c'è ancora tanto su cui lavorare o crescere.
dario copertina












Quali sono gli spettacoli a cui si sente più legato?
Sicuramente “Green Day's American Idiot” prodotto dalla Scuola del Teatro Musicale di Novara ma perché è stata la mia prima grande esperienza professionale, ma anche quelli realizzati nel corso degli anni di Scuola, da “Next to Normal”. “How to Succeed in Business Without Really Trying”, “Romeo e Giulietta” diretto dal Maestro “GIP”.


Che messaggio dà oggi il mondo dell’arte?
Un messaggio molto forte, quello di tantissime persone che per l'ennesima volta vengono considerate poco per tutto quello che fanno e che nonostante questo stanno dimostrando di reinventarsi e tenere duro ancora una volta nonostante sia uno dei settori più martoriati, e che può essere sacrificato a quanto pare perché il mondo ha altre priorità o non percepisce l'importanza dell'arte in tutto il mondo e di conseguenza dei miliardi di Artisti.


C’è spazio in Italia per giovani attori talentuosi?
Restando sul discorso del Teatro Musicale, che è il settore che mi è più vicino, non credo abbastanza a mio modesto parere.

 Il rapporto con la sua città Natale .
Bellissimo, per me la mia Novoli(LE) rappresenta tutto, la mia Casa, la mia Famiglia, la mia infanzia, è stato il posto dove sono cresciuto, che mi ha appoggiato nel momento del trasferimento per inseguire il mio sogno, e che standoci lontano ho imparato ancora di più ad apprezzare, che per motivi di lavoro, studio e altro vedo pochissimo ma mi manca come l'aria e appena ho l'occasione ci torno volentieri.


Che cosa è troppo serio per scherzarci su?
Ah però che domandina ahahah, ci sono tante cose che sono troppo serie per scherzarci su, ma sicuramente fra queste il nostro futuro, le piccole scelte che vanno fatte con la testa, pensando che ogni scelta ha delle conseguenze, per il futuro di qualcuno perché no, e per il nostro; e oggi più che mai, nella libertà che ci viene offerta ogni giorno, il libero arbitrio che abbiamo nelle scelte quotidiane, dove crediamo che tutto ci sia dovuto o scontato ma in realtà non lo è, e spesso siamo proprio noi con i nostri piccoli gesti quotidiani a dire se siamo all'altezza di un dono così grande.

Il lavoro al tempo del “coronavirus” come stanno rispondendo gli artisti a questa emergenza virale ed umanitaria che ha colpito l’Italia e il mondo intero..
Come può, con tutte le forze che si hanno in corpo pur di tenere vivo qualcosa che si sta facendo morire, reinventandosi, reinventando il proprio modo di vivere e fare arte, in maniera diversa dal solito pur di non lasciare andare la propria passione e vita.

I suoi prossimi impegni?
Al momento sono a Verona e i progetti sono tanti, ma ho imparato a stare in guardia perché come si sa la vita i progetti te li può stravolgere da un momento all'altro, sicuramente continuare a non mollare quel piccolo barlume di speranza e sogno presente in me, reinventandomi giorno dopo
giorno per fare ciò che amo.
Ci tengo a ringraziarvi per l'opportunità di essere stato intervistato e di aver potuto dar voce ai miei pensieri, sperando che le mie parole possano servire e perché no ispirare qualcuno.

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