Lea Iandiorio: "Oggi mi occupo di contrasto alla povertà educativa. Progetti dedicati ai ragazzi e ragazze che spesso non hanno allo spalle una comunità che crede nel valore della formazione e della educazione." ottobre 19, 2020 \\

Lea Iandiorio si raccontaè stata una delle curatrici del Festival “Insieme” avvenuto a Roma dal 1 al 4 Ottobre, il più grande evento letterario romano del 2020. Un evento unico e irripetibile nato facendo dialogare i tre eventi romani culturali: LETTERATURE, Più libri più liberi e Libri come. INSIEME è una storia nuova raccontata da chi ama la letteratura e l’arte, la risposta  al blocco ed alla lontananza che la pandemia e la paura hanno portato nella nostra quotidianità  

Lea Iandiorio - Rete al Femminile


Come è cominciata la tua avventura di curatrice per questo Festival nato da tre anime diverse?
Il progetto INSIEME è nato in un momento di “fermo” da COVID. Poco prima del lockdown ho cominciato a lavorare al nuovo format di LETTERATURE, il festival internazionale che da 19 anni si svolge a Roma a Massenzio.
Con l'artista e drammaturgo Andrea Cusumano abbiamo scelto di sviluppare un nuovo Format in cui far dialogare letteratura e arte, in ogni  forma possibile.
Il lockdown ha rimandato l’inaugurazione del nuovo format, che quindi è entrato a far parte del festival INSIEME, come una sorta di numero zero.
INSIEME nasce dal confronto con gli eventi culturali romani più importanti che hanno pensato di dedicare quattro giorio agli editori, agli autori e ai lettori che non hanno potuto godere di eventi come Libri Come o come il Salone del Libro di Torino.

 Lea Iandiorio: " Oggi mi occupo di contrasto alla povertà educativa.  Progetti dedicati ai ragazzini anche tutti quelli che non hanno difficoltà  economiche e che hanno allo spalle una comunità che non

Come siete riusciti a mettere insieme questa grande energia culturale, a fare sintesi in quattro giornate di istanze e proposte del pubblico e degli editori, delle autrici e degli autori nazionali ed internazionali
All’Auditorium Parco della Musica abbiamo dato spazio all’evento più classico di tipo editoriale, con gli stand e le presentazioni. Al Palatino e a Massenzio abbiamo organizzato un luogo in cui il pubblico partecipa alle performance grazie al dialogo tra le arti.
In ogni location abbiamo inserito momenti di riflessione su temi grandi, attuali e che comportano la necessità di fare una scelta. Ci siamo ispirati per il contenuto a una frase del premio Nobel Soyinka che dice: "L'umanità deve fare una scelta."

 Lea Iandiorio Archivi - Avanti

Da quanti anni ti occupi della nascita e gestione di eventi culturali… e tutto è cominciato da ?
Gli eventi culturali sono una parte del mio lavoro, forse la più visibile, ma mi occupo di progettazione culturale e sociale da venti anni. La forma evento fa parte di una programmazione più ampia che ha come obiettivo lo sviluppo e la valorizzazione del territorio e della cultura.

 Stock | MARCO SAROLDI PHOTOGRAPHER

Chi è Lea Iandiorio?
Potrei definirmi apolide, nata a Wimbledon, cresciuta in Irpinia, residente a Torino. Sono curiosa, in continuo movimento.

 

La lettura, un amore che viene da lontano, da bambina che storie ti piacevano?
Ho iniziato a leggere da sola, infatti a casa nessuno mi leggeva le favole. All’inizio leggevo quello che trovavo nella libreria di famiglia. Poi verso gli otto anni mia madre cominciò a portarmi alla libreria delle suore Paoline ad Avellono. Ci andavamo ogni sabato e io selezionavo un libro per me. Così ho cominciato a leggere e storie di Pollyanna, Senza famiglia, classici della letteratura per ragazzi. Ero la tipica bambina che spariva nei libri. D’estate leggevo in camera mia in penombra dimentica di tutto e tutti.
Crescendo ho avuto diversi influencer: uno era Tonino Petruzziello, un libraio vecchio stile, a cui ho voluto molto bene; gli amici tra cui cito Mimmo a cui è legato un ricordo "libraio" molto importante: ricordo ancora il giorno in cui notai che aveva sul sedile della macchina L’insostenibile leggerezza dell’essere di Milan Kundera, io che gli chiedo di potere leggerlo e lui che me lo regala. Quello è il giorno in cui ho trovato il mio riferimento letterario. Altro luogo molto importante per la mia formazione letteraria è stata la libreria Feltrinelli di Salerno e, idealmente, Inge Feltrinelli che nel suo mondo, la libreria, mi permetteva di conoscere il passato e il presente. Anni dopo ho conosciuto la signora Feltrinelli e l'ho ringraziata!

 Lea Iandiorio live from #Artlab 11 HD - YouTube

Quando ha deciso che la letteratura sarebbe stata la tua strada?
Quando è morto mio padre avevo 19 anni e lì ho capito che i libri erano la cosa più importante della mia vita in quel momento. Non avevo idea di cosa volessi fare ma ci volevo lavorare in quel mondo.

 

Da quali letture non riesci a staccarti
Amo i libri in cui mi ritrovo, quelli autentici, che ti guardano dentro. Amo meno i libri che mettono al centro il bella scrittura fine a se stessa. Sono consapevole, comunque, che anche quei contribuiscono all'evoluzione della letteratura. Spesso mi lascio influenzare dal periodo della vita che sto vivendo, ma ci sono alcune pietre miliari. Per esempio
Via Gemito di Starnone, libro per me importantissimo; La ragazza di Bube di Cassola, che mi turbò moltissimo quando avevo tredici anni;  tra gli ultimi letti  la quadrilogia della Ferrante, in cui mi sembrava di leggere la mia storia.
In Kundera invece ritrovo il mio sentire. Per il festival ho preso coraggio e con Andrea Cusumano, gli abbiamo scritto una lettera, di carta, per chiedergli di girare un video, una sua testimonianza su quello che è il romanzo oggi. La cosa emozionante è che il giorno dopo la consegna della lettera da parte del corriere, Madame Kundera, la moglie, mi chiama a telefono e mi dice che il maestro si è commosso per la nostra lettera, per il calore che gli è arrivato dall’Italia,  ma che è infermo e non ha la forza per fare quanto gli avevamo chiesto.  


Ex libris è la tua prima creatura, nata più di 20 anni fa, cos’era e cosa è Exlibris20 oggi
24 anni fa Exlibris è stato il progetto con cui ho cominciato a lavorare nel mondo dei libri. 
È stato un laboratorio importante, un po’ rivista di letteratura, un po’ blog. Un posto fatto di pagine ed illustrazioni in cui dare voce ai lettori. Era quasi un progetto visionario 24 anni fa. Una sorta di social media di carta. È lì che ho sperimentato cosa significa lavorare lungo tutta la catena del valore di una rivista. Ho costruito n gruppo di lavoro che aveva come radice comune l’amore per i libri e la voglia di fare, di stare insieme, di scambiare idee. Un’esperienza incredibile e bellissima.
Dopo 20 anni io e il mio amico e socio Carmine Picone abbiamo pensato di recuperare quel materiale per renderlo disponibile a tutti sul web. Oggi Exlibris20 è diventato un portale sui libri con l'obiettivo di valorizzare la lettura, con una grande attenzione alla piccola editoria. Exlibris20 è svincolata dalla moda e dalle regole dal marketing editoriale. Ci interessano gli autori ma soprattutto i lettori, il loro punto di vista, che spesso è sorprendente e unico. È un invito a far conoscere il proprio punto di vista a dire la nostra
www.exlibris20.it

 

Lavorare con le storie oggi cosa significa per te
Significa contaminazione, raccontare attraverso musica, parole e immagini andando oltre il cinema, per arrivare a una fruizione partecipativa di tutte le persone, o di quante più persone possibili.
Per INSIEME FESTIVAL l'installazione di Michal Rovner, un’artista israeliana, trova spazio sul muro della basilica di Massenzio. Il progetto si chiama CONTACT ed è un messaggio per le persone, che in questo periodo vivono senza poter fare il gesto più umano e necessario, il contatto appunto. Per questo tutti noi dobbiamo aprire nuovi canali di energia, partecipando come protagonisti di bellezza, come nella danza di Virgilio Sieni, o ascoltando un reading, ma anche con una semplice camminata in un bosco.

Come si fa, attraverso quali canali
Oggi abbiamo più dimensioni della realtà, quella reale e quella virtuale, e quest’ultima che sembrava nata per gioco, è ora quella potenzialmente più pericolosa, poiché immagini e parole hanno la possibilità di arrivare istantaneamente su tutti gli smartphone, e possono avere un contenuto inidoneo o possono essere usate per fare del male, per confondere, per disinformare. Bisogna essere seri nella gestione di tutte le dimensioni

 

E soprattutto per chi?
Per coloro che sono pronti ad accogliere le storie. Ma c’è una responsabilità da parte di chi se ne occupa, che è quella di arrivare a tutti coloro che non pensano di avere delle opportunità di crescita e confronto con gli atri. Io oggi mi occupo di un progetto di contrasto alla povertà educativa. Progetti dedicati ai ragazze e ragazze che vivono nelle periferie delle città o che figli di seconda generazione, o che non hanno allo spalle una comunità che  crede nel valore della formazione e della educazione. Di questo dobbiamo sentirci responsabili.

Anche gli scrittori possono fare la loro parte civica con la scrittura. Franco Arminio, ad esempio, ha scelto, ha preso in carico un pezzo di responsabilità: mette a disposizione delle piccole comunità la poesia e fa in modo che loro possano trovare in quelle parole una ragione nuova, una opportunità. È diventato il narratore delle piccole comunità come le comunità montane. Ha fatto in modo di mettere al centro quelle persone, quelle comunità che hanno più bisogno di altre di essere viste.
Per sapere di avere forza, di esserci.

 

A cura di Alda Coppola



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