L'attore Federcio Mariotti: "Dopo la proiezione, mi sentivo calato in quelle atmosfere, ne ero rapito, provavo sensazioni molto belle, volevo vivere quelle avventure.." ottobre 29, 2020 \\

Federico  ci racconti di Lei, chi è Federico Mariotti come persona?
 Intanto, grazie per questa occasione che mi date per raccontarmi un po’..
E’ un bella domanda.. Chiedo l’aiuto a casa. Battute a parte, ogni giorno cerco il modo per andare oltre i miei limiti e affrontare le cose al meglio, attento allo sviluppo personale e di conseguenza al miglioramento nel mio lavoro, che è parte della mia vita, che si espande con essa. Sono determinato. E’ una caratteristica che ho sempre avuto, fin da piccolo, e ne ho ricordi vividi. Mi piace molto essere e fare per gli altri, se posso, regalare delle emozioni e incoraggiare più persone possibili. Amo il Cinema, e tutto quello che riguarda il Cinema, la Fotografia, la Musica, e suono la chitarra. C’è stato un periodo, nel quale l’urgenza di scrivere era forte, ci sono molte poesie che forse mi deciderò di pubblicare. In altri momenti, la pittura era molto presente. Direi, infine, che non ho il dono della sintesi, sono un gran ritardatario, mi piacciono le sfide e il mare, l’amicizia e il rispetto per me sono tra i valori più importanti, e ho due gatte, PUma Thurman e Priscilla, molto simpatiche.

Come nasce il suo amore per la recitazione?
 Il mio amore verso la recitazione, nasce una sera, dopo la visione di un film.
E’ un ricordo, un evento, molto chiaro, che mi ha attratto verso il Cinema. L’esigenza dell’espressione, il comunicare un messaggio, si è chiarito in me successivamente e negli anni. Più o meno a dodici anni, ero in vacanza all’Isola d’Elba con i miei zii e una sera mi portarono al Cinema sotto le stelle. Vedere quel film ha segnato qualcosa, un inizio, un seme era stato messo. Dopo la proiezione, mi sentivo calato in quelle atmosfere, ne ero rapito, provavo sensazioni molto belle, volevo vivere quelle avventure. Questo corrispondeva al mio modo di giocare, di immaginare. Anni dopo, con un piccola telecamera ho iniziato a fare dei brevi corti con amici e parenti. Ero affascinato dai grandi Attori e volevo essere su quello schermo. E così, mi sono innamorato del Cinema, anzi, l’ho riconosciuto. Mi ritengo molto fortunato.


Nello specifico a chi è più grato per la sua passione artistica?
Nello specifico, sono grato ai maestri come Stanley Kubrik, Ridley Scott, Steven Spielberg, Jim Carry, Robert DeNiro, Al Pacino, Silvester Stallone, Quentin Tarantino, per citare alcuni dei miei miti, che hanno alimentato la mia passione e il sogno di fare questo nella vita, agli esempi di vittoria oltre ogni possibilità e ai visionari. Sono grato anche a chi mi ha ostacolato, svalutato, escluso, facendomi però ribellare a questo mettendomi in discussione, e decidere di non dare più potere a chi aveva un impatto negativo sulla mia vita. Grazie a loro ho iniziato a credere davvero in me stesso.
Sono grato ad artisti cresciuti con me, come Davide Cancila, Regista e mio grande amico, e grazie al film che abbiamo fatto insieme “The Iced Hunter”, proiettato durante un festival, sono stato visto dal mio attuale agente. Tutto è connesso. Sono grato ai miei genitori, che a volte in disparte, altre volte più presenti, mi hanno sempre supportato e con il tempo, capito, soprattutto Massimo, mio Padre, che il Cinema per me non era una passione transitoria, ma la mia vita, e mi ha fatto capire indirettamente che è importante tenere sempre i piedi per terra e restare fedeli a se stessi. Oggi, saperli fieri di me, è una grande felicità e orgoglio.
(Aggiungo questa considerazione)
Rifletto su una cosa. Se si riesce a trasformare il dolore in coraggio, e si smette di ascoltare chi alimenta la sfiducia in noi per nostra comodità, le cose iniziano a cambiare. Ci diamo il permesso di essere felici e superare i nostri limiti, così possiamo fare un salto e determinare la nostra vittoria, sui nostri limiti, verso i nostri sogni e su tutti gli aspetti della nostra vita. Quando smettiamo di dare potere a chi ha un impatto negativo nella nostra vita e non permettiamo loro di minare la fiducia in noi stessi, capiamo che tutto può dipendere solo da noi, dalla nostra volontà e determinazione a vincere e realizzare l’impossibile. Non aspettiamo più l’applauso, il consenso, e diventiamo consapevoli di ciò che siamo e possiamo dare. Sono maestri anche loro, dai quali però prendere le distanze, ma sono grato anche a loro, forse anche di più, per averli incontrati sul mio percorso. Perché senza Joker, Batman non potrebbe esistere.


Quali sono i personaggi artistici dai quali si sente maggiormente influenzato o da cui trae ispirazione?
Come dicevamo, negli anni, Artisti che mi hanno appassionato ce ne sono tanti. Per citarne alcuni, Jim Carry, in “Man On The Moon” per me è indimenticabile, come Jack Nicholson, Harrison Ford in Star Wars o nella saga di India Jones per il mito che rappresenta, i film di Spielberg, Rocky Balboa quindi Silvester Stallone che mi ha fatto capire la dinamica del personaggio che si riscatta e vince oltre qualsiasi previsione. I film di genere, d’avventura, la leggenda mi ha sempre affascinato, Clint Eastwood per l’eleganza con cui dirige. Per passare ai film di Fellini, Sergio Leone, Monicelli, per scomodare i grandi maestri. Questo Cinema, più che influenzato o ispirato, mi ha fatto sognare e capire cosa volessi fare io, a cosa voglio tendere, capendo sempre meglio quanto sia fondamentale cercare e forgiare il proprio mondo espressivo, il mio modo di vivere e raccontare attraverso un personaggio, trasmettere emozioni e arrivare al cuore, in armonia con il mio tempo. E’ il cinema a cui tendo, che voglio fare, sempre di più. Negli anni ho cercato i Maestri giusti per me, per il mio percorso artistico, indimenticabile esperienza con Ivana Chubbuck, e Carlo Mea, Maestro del Metodo DeRose per lo sviluppo personale e l’alta performance, con il quale lavoro tutt’ora.  

Cambierebbe qualcosa nel mondo del teatro, del cinema e della televisione  in cui si è formato?
Così, d’istinto direi di no. Perché grazie ad ogni cosa, bella o difficile che ho affrontato, sono a questo punto oggi. Piuttosto, cambierei in me il modo in cui ho affrontato certe cose se sapessi di ottenere lo stesso risultato, e mi direi molto prima, di credere in me, di non prendermela troppo per certi avvenimenti, sconfitte o parole. Sarei stato più sereno nonostante tutto. Ma si impara con il tempo.

Quali sono gli spettacoli teatrali a cui si sente più legato?
Tra gli spettacoli teatrali, uno su tutti è “The Commitments – il soul di Dublino” l’adattamento italiano al libro di Roddy Doyle e al film di Alan Parker, è il primo più importante al quale ho partecipato. Molti mesi di prove, un bel gruppo. Oltre le prove on stage, facevamo le prove in studio perché suonavamo dal vivo, io la chitarra, interpretavo Outspan. Periodo di musica e teatro, il tutto on the road, come piace a me.
Federico Mariotti
E i film?
Mi piace tutto il Cinema. Grazie all’indipendente in Italia con cui ho iniziato e ai film di genere, ho fatto ruoli differenti tra loro, e ho sempre avuto l’opportunità di sperimentare e spaziare tra i generi, sia perché mi piace, e grazie al fatto che riesco a trasformarmi, per questa fortuna ringrazio i miei. Tra tutti, sono molto legato a “The Iced Hunter” di Davide Cancila, uscito in DVD il 20 ottobre scorso e presto sulle piattaforme digitali, “Cena Per Due” di Niccolò Valentino presente nell’antologia “Atelier del Cinema, e “I Predatori” di Pietro Castellitto che rappresenta anche un bellissimo viaggio inaspettato a Venezia e un grande nuovo inizio per me.

Che messaggio dà oggi il mondo del cinema?
Il Cinema, come grande forma d’Arte, intrisa di molteplici forme d’Arte, credo debba incoraggiare e mostrare con linguaggi sempre nuovi com’è il mondo. Dimostrare e rassicurare che niente è impossibile, ma deve anche avere il coraggio di denunciare, far riflettere e sorridere allo stesso tempo. E’ un qualcosa che il Cinema ha sempre fatto, raccontare spaccati di vita, visioni futuribili della vita umana e non solo. Oggi più che mai, con quello che tutti noi stiamo attraversando, è ancora più importante il messaggio che trasmette e da trasmettere, far riflettere, far volare e confrontare le persone. E visto che oggi tutti noi abbiamo il cuore e gli occhi più attenti, il Cinema deve dare speranza, attenzione e innovazione. Ci sono molti film che vanno verso questa direzione.

C’è spazio in Italia per giovani attori talentuosi?
La mia convinzione è che ovunque ci sia posto per tutti, e si ottenga determinando cosa si vuole. Si c’è posto purché sappiamo di meritarcelo. La sfida è con noi stessi. Ci sono molti Attori e Attrici meritevoli. Credo sia necessario lottare per essere e capire chi siamo, proporre la migliore versione di noi, lavorare determinati, perché alla fine in gran percentuale dipende da noi, da chi vogliamo essere. Credo che per qualunque area, Artistica o Scientifica, si nasca con una predisposizione e un talento da alimentare con studio e crescita personale, quindi la differenza la fa se siamo consapevoli o meno di essere unici da sempre, e vogliamo prendere il posto che ci spetta, insistendo oltre la fatica e i no. La vittoria si realizza con il superamento di ostacoli e difficoltà. Esiste solo il tempo necessario affinché anche tutti gli altri si accorgano di noi, ma dobbiamo noi riconoscere per primi il nostro valore e fare qualcosa, farci sentire, vedere, essere consapevoli e partecipi, produrre materiali esclusivi e avere la necessità di farlo.

 Il rapporto con la sua città Natale .
Mi sono sentito appartenente alle mie radici quando ne ero distante. Ho iniziato ad amare i luoghi dove sono cresciuto quando ho imparato ad accettare e guarire certe ferite, dopo essermi trasferito perché li, tutto mi stava stretto, ritornato e poi trasferito di nuovo. Il Cinema vicino casa, Walter con il suo Bar Manzoni che mi faceva la merenda espressa più buona in assoluto, la grande pineta, i tramonti, il panorama a Montecatini Alto, adesso non posso fare a meno di tornarci. E’ un bel rapporto, maturato negli anni.

Che cosa è troppo serio per scherzarci su?
 Per me, la violenza, la cattiveria, la falsità, l’egoismo e chi manipola gli altri. Si, da raccontare e denunciare in un opera, ma troppo seri da scherzarci su, intorno ad un tavolo.

Gorchlach | Official WebSite » Gli artisti di Gorchlach: Federico Mariotti
Come attore ha fatto parte del cast del  Predatori che ha travolto  la Mostra di Venezia a sorpresa portando  via il Leone per la migliore sceneggiatura di Orizzonti.  Una squadra vincente, tutti giovani e bravi attori, come hai vissuto questa esperienza.
E’ stata  un’esperienza bellissima, impressa nel mio cuore, vissuta con gioia e gratitudine nei confronti di Pietro per la fiducia. L’ edizione di quest’anno ha un valore e significato ancora più grande, Venezia77 è il simbolo del Cinema che non si ferma, che riparte e vuole guardare oltre, esserne parte, è stato ed è molto importante per me. ”I Predatori” è un film che guarda coraggiosamente oltre. Quei passi, alla Mostra, sono stati per me come gli ultimi di lungo viaggio iniziato molti anni fa, e un nuovo punto di partenza. Sul set si respirava un aria creativa e libera, il lavoro della costumista Isabella Rizza e la scelta del look con Pietro ha dato un tocco speciale al mio personaggio. E’ stato divertente ed entusiasmante lavorare con lui, che ha amato fin dal provino la mia proposta sul personaggio. Pietro, dopo la proiezione alla Sala Darsena, quando gli hanno chiesto a quale genere appartenesse il film, ha detto: “I Predatori, non so se si possa definire una commedia drammatica o un dramma comico. E’ come la vita, e dopotutto la vita non ha un genere”. Lui è un grande talento, magnetico, umile e di cuore. Molti anni fa, da spettatore, sono stato alla Mostra, e volevo accarezzare anche io, un giorno quei Leoni. Dopo la cerimonia di premiazione, ci siamo incontrati, quasi per caso fuori dall’hotel Excelsior, c’erano anche alcuni artisti del cast tecnico, e ha condiviso tra le nostre mani quell’importante premio per la Migliore Sceneggiatura. Così, anche io, sono riuscito ad accarezzare il Leone.

Il lavoro al tempo del “coronavirus” come stanno rispondendo gli artisti  a questa emergenza virale ed umanitaria che ha colpito  l’Italia e il mondo...
Oggi, questo buio in sala non è seguito dalla luce. E’ tornato nelle sale Cinematografiche e nei Teatri con il silenzio. E’ un momento storico emblematico e difficile, che possiamo contrastare con la determinazione quotidiana a creare valore, a mantenere viva la speranza, a non restare in silenzio, fiduciosi che saremo noi di nuovo a illuminare quelle sale, i sogni e la cultura. Durante il periodo della quarantena, grazie ad Artisti7607, la mia collecting, per due volte a settimana, io e molti altri colleghi, abbiamo avuto la possibilità, e tutt’ora l’abbiamo, di avere una formazione continua e gratuita con La Palestra dell’Attore, on line, a partire da un training e sviluppo personale con Carlo Mea con il Metodo DeRose, seguito da incontri con Autori, Registi, Attori e Casting Director italiani e non solo, così da mantenere vivo il nostro scopo e percorso artistico, così da abbattere le barriere che a volte sorgono tra i professionisti. In molti hanno risposto attivamente, creando gruppi di discussione che esistono tutt’ora, per creare anche per noi le basi di un nuovo presente.

Federico Mariotti (Attore): Biografia, filmografia, scheda Attore
I suoi prossimi impegni?
C’è sempre la voglia e volontà di avventurarmi in nuove sfide. Ho girato di recente due spot tv e sto decidendo, adesso, che cosa voglio rappresentare. Amando molto l’Arte visiva, la grafica, e le atmosfere che il Cinema evoca, ho ripreso a lavorare con le immagini, questa volta con strumenti digitali, per creare characters poster, locandine e video dei miei lavori fatti con Davide Cancila e abbiamo alcuni progetti in cantiere. Visto che la storia di “The Iced Hunter” ha ancora molte cose da raccontare, un possibile seguito è nel nostro cuore.  Mi auguro che un giorno sia anche davanti ai vostri occhi.

Grazie ancora per questa occasione. Il meglio per tutti. Sempre oltre.

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