Carmine Calò: la realtà e la rappresentazione novembre 30, 2020 \\

Il segno… lasciare il segno è il diktat di Carmine Calò, artista ispirato, scultore, pittore, ceramista, nato a Villamaina nel 1964, in provincia di Avellino dove vive, diplomatosi presso l’Istituto d’Arte “P. A. De Luca” di Avellino, in cui oggi è docente di Discipline Plastiche e Scultoree. Conseguito il diploma in scultura nel 1987 presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli con i maestri Di Fiore e Perez, dove si aggiudica il premio “Tropea”. Numerosi i riconoscimenti e le commissioni affidategli in cui dà prova di maestria nell’impiego di marmo, bronzo, argilla, legno e materiali preziosi oltre che di materiali di recupero. Dal 2000 al 2017 prende parte a mostre nazionali ed internazionali e si aggiudica incarichi  di imponenti sculture.
Artista di grande sensibilità che nelle sue opere partecipa un sentimento di malinconia velata di speranza, in un viaggio tra stilemi classici reinterpretati e un ritorno alle origini, e attraverso l’impiego di svariati materiali. Le recenti ricerche artistico - formali sono basate sull’utilizzo della terra e si vanno a sommare agli excursus poetici in cui le ali assurgono ad emblema di rinascita perenne e di possibilismo.
Il nostro viaggio ha inizio nel laboratorio dell’artista, una vera fucina in cui è possibile un’esperienza nel mondo di Calò, nei progetti ancora in divenire, attraverso modelli in scala che l’artista è solito realizzare, prima di forgiare le sculture definitive.
F.F. Le tue ricerche sono in continuo divenire così come innovativi sono i materiali utilizzati per realizzare le nuove opere, un progetto in parte in cantiere ed in parte già materia artistica fruibile. La tua attività è sempre un ritorno alle origini attraverso l’utilizzo di materia imperitura?
C.C. Vorrei utilizzare dei materiali che in sé rappresentino la vita infinita, ne sono esempio lampante la terra, il grano ed anche i chiodi. La terra è l’elemento che in questo momento mi consente di sperimentare; tutto nasce dalla terra, si consuma e ritorna ad essa che sintetizza il circolo della vita e l’esistenza.