Ennio Trinelli : "Vedere che una cosa che solo tu avevi in testa prende forma sotto i tuoi occhi è un’esperienza straordinaria che si rinnova ad ogni spettacolo." aprile 9, 2021 \\

Ennio ci racconti di Lei, chi è Ennio Trinelli come persona?

Sono un uomo normale , così normale da essere normalmente calvo e miope da un occhio (e presbite dall’altro) con una grande passione per la cultura e la comunicazione. Un uomo che sempre ha lottato per vivere in coerenza con ciò in cui credeva e crede.
Potrebbe essere un'immagine in bianco e nero raffigurante 1 persona e spazio al chiuso
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Solo se i vostri lettori hanno molto tempo...


 Come nasce la sua passione per il cinema?

Grazie a un amico che amava il cinema e che ora non è più un amico – e del resto anche il cinema non è più lo stesso - e che mi trasmise la sua passione. Poi ho visto tutto ciò che potevo, con particolare predilezione per Visconti e Tschai Ming Liang. E i cartoni animati. E Priscilla… E mi è rimasta l’esperienza che anche la peggiore umanità può lasciare possibilità di crescere culturalmente… Poi indimenticabili gli esami di storia del Cinema alla facoltà di Magistero di Parma con i libri del Prof. Campari, ma è un’altra storia...


Quali sono gli artisti dai quali si sente maggiormente influenzato o da cui trae ispirazione?

Ho amato molto Pina Bausch e Lindsay Kemp. Amo il lavoro dell’Ater Balletto. Tra i musicisti Philip Glass, Wim Mertens, David Sylvian, i madrigali di Monteverdi, Erik Satie, Faust’O e il primissimo Ivan Cattaneo - quello del primo album…Mi faccio accompagnare. Non so se sono influenze. Può darsi. Tra gli scrittori Marguerite Yourcenar e Saramago. Michael Cunningham, Paul Bowles, tanta fantascienza e molta saggistica. Leggo in originale, nelle lingue che conosco. Non amo particolarmente le traduzioni. Sono legato a Tondelli, ma non lo leggo più. Tra i poeti Garcia Lorca, Monica Maggi, Ingeborg Bachman. Marino Buzzi, bravissimo. E Andrea Mauri coraggioso, ma ancora non abbastanza conosciutoFabio Galli, eccellente scrittore messo da parte perché dice quel che pensa e come lo pensa, conosco il problema.E poi Joao Pedro Gutierrez e Virginlio Piñeras; Reinaldo Arenas da leggere rigorosamente in spagnolo. Così come Garcia Marquez, essendo le traduzioni italiane non troppo soddisfacenti. Un francese, Rachid O: grandissimo. E poi Virginia Wolf e quanti me ne dimentico non lo so. Tra gli orientali Mishima, il filosofo Daisaku Ikeda, Banana Yoshimoto, solo apparentemente superficiale. Mi stavo dimenticando di Daniele Trovato. Bravissimo. E poi Borges, Carlo Cassola...


Preferisce la scrittura o la regia?

Per me tutto è scrittura e tutto parte dalla scrittura. Non può esserci regia senza un buon testo. E non può esserci testo senza un attento sottotesto. Certo, la regia è esaltante. Vedere che una cosa che solo tu avevi in testa prende forma sotto i tuoi occhi è un’esperienza straordinaria che si rinnova ad ogni spettacolo.


Invece la sua passione per la radio.

La radio è stata prima di tutto scrittura, e quindi comunicazione. Sono stato un ragazzino e poi un adolescente molto solo. La radio era l’unica compagnia. Nate le radio libere era tutto lì e mi sono buttato. Non ho più smesso. Ora mi diverto con il podcast e spero in un investitore per una webradio innovativa e impossibile da mollare una volta accesa.


 Lei ha scritto e diretto varie inchieste giornalistiche da cosa nasce questa esigenza di raccontare il sociale.
L’esigenza è comunicare e fare qualcosa, quel poco che si può, per migliorare un mondo troppo spesso ingiusto e difficile dove contano solo le apparenze e nessuno pensa a fare il meglio, convinto com’è che avrà tutto il tempo. In questo il lockdown mi è stato di grande aiuto. Ho messo le basi per molte cose interessanti che usciranno in futuro. Faccio tutto con lo stesso spirito: che sia scrivere un romanzo, una pièce teatrale, un documentario o dare vita a un podcast. Per me tutto è scrittura. E le parole sono comunicazione. Con la comunicazione si cambia il mondo, e come tanti pessimi esempi dimostrano troppo spesso si cambia in peggio. Credo si dovrebbe vivere mettendo lo stesso impegno nel provare a scrivere un ottimo libro così come nel pulire il cesso.


Cambierebbe qualcosa nel mondo del cinema e del teatro in cui si è formato?

Si fanno già abbastanza male da soli, manca solo che ci metta le mani io.


Che messaggio dà oggi il mondo dell’arte?
Vedo solo uno sterminato mercato


C’è spazio in Italia per giovani artisti talentuosi e se dovesse dare un consiglio appassionato a un aspirante attore, sceneggiatore o regista , cosa gli direbbe?

Di lavorare come se non ci fosse domani e lavorare per diventare i migliori, non per diventare famosi e ricchi in venti minuti.


Il rapporto con la sua città natale...

Pessimo. E lei come sta?


Che cosa è troppo serio per scherzarci su?

Non esiste nulla che non si possa distruggere con una battuta ammazzandosi dalle risate...



 Se potessi svegliarsi domani con una nuova dote, quale sceglierebbe?
Il pizzo, forse… non so. Forse il Cru. Battute cretine a parte non credo abbiano pensato di lasciarmi una dote. Se anche mi svegliassi con una direbbero che non è mia. Il mondo è fatto così. E comunque, citando Alfred Hitchcock “Non sento nessun bisogno di ingombranti beni di possesso”...


I suoi prossimi impegni?

Far crescere il circuito di Gaiaitalia.com Notizie, che coordino; ricominciare a produrre e mettere in piedi eventi culturali e teatrali, continuare a fare ciò che amo, trovare una casa al mare dove per pagare la pigione non debba ipotecare un occhio e una gamba; incontrare nuovi artisti da promuovere – ne ho conosciuto uno recentemente, un pittore 19enne della Costa d’Avorio, bravissimo; riuscire a mettere in piedi un premio letterario-teatrale e se mi riesce, magari, sopravvivere alla pandemia. Non parlo di quella di Covid-19, quella finisce. Parlo della pandemia di stupidità. L’unica incurabile.



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