L'attore Antonino Koukounouris: " Gli artisti hanno bisogno di contatto..mi auguro che a breve il governo italiano faccia riaprire i teatri e i cinema e con ciò tutto torni alla normalità." aprile 15, 2021 \\

Antonino  ci racconti di Lei, chi è Antonino Koukounouris  come persona?
Mi chiamo Antonino Koukounouris,ho 29 anni,sono nato a Lamezia Terme in provincia di Catanzaro,da padre greco (Ioannina)e madre crotonese, si sono conosciuti all'Università di Catania dove frequentavano entrambi il corso di Farmacia.
Sono una persona solare, faccio amicizia facilmente,mi piace attaccare bottone e tendere per prima la mano.
Mi piacciono le cose semplici come bere un caffè seduto al bar e chiacchierare con gli amici di sempre del più e del meno.Non nascondo di essere sensibile e vulnerabile  e per questo a volte risulto arrogante per difendermi, ma so di non esserlo e odio tutto ciò.
Mi piace aiutare il prossimo senza ottenere nulla in cambio,mi fa sentire utile e realizzato,anche creativo aggiungerei.
Amo fare sport,muovermi,stare fermo o sdraiato su un divano sarebbe la mia condanna a morte.
Mi sento connesso pienamente con me stesso quando cucino,ai fornelli riesco a dare tutto l'amore che ho dentro,è gratificante.Non so mentire ma lo faccio benissimo, sembra una contraddizione, mento prima a me stesso per risultare credibile, ovviamente tutto questo a fin di bene
Descriva il suo giorno lavorativo perfetto…
Il mio giorno lavorativo perfetto sarebbe, ovviamente dopo una buona colazione, stare su un set cinematografico o in teatro a sperimentare personaggi con i miei colleghi tutto il giorno,come dicevo prima a me piace essere attivo,muovermi ,mi da energia,e tornare a casa la sera stanco e soddisfatto,potermi guardare allo specchio e sentirmi vivo più che mai.

Come nasce la sua passione per la  recitazione?
La mia passione per la recitazione nasce da quando ero molto piccolo, fin da bambino ho nutrito la passione per la recitazione poichè mia madre mi ha imboccato a pane e film,quasi ogni sera,all'uscita dal lavoro si fermava in una videoteca a pochi passi da casa per fittare un Vhs e guardarlo la sera insieme a me e i miei fratelli.
Mi viene in mentre sempre il tragitto dal divano alla mia cameretta ,ero sempre condizionato dalle emozioni che mi davano i film,guardavo anche le pareti di casa con un altro occhio.
Diventavo i personaggi il giorno dopo.A scuola mi piaceva sempre fare le imitazioni delle maestre e i miei compagni ridevano sempre perchè le facevo identiche. Crescendo e affrontando la vita in tutte le sue sfaccettature ne ho voluto fare un mestiere.

Quali sono gli artisti dai quali si sente maggiormente influenzato o da cui trae ispirazione?
Penso che Elio Germano sia l'artista al quale mi ispiro di più,non solo nella recitazione ma nella vita quotidiana, qualcuno mi dice che un po' lo ricordo.
Lo ammiro prima di tutto come persona,per la sua politica di ragionamento,per la sua essenza, è un vero e proprio artista e non solo un impiegato dello spettacolo;
Mi piace anche Valerio Mastandrea come ispirazione,la sensibilità che traspare sul suo volto la riconosco in me, è un tipo di attore con caratteristiche particolari. in Italia pochi hanno le sue qualità .
Come stile di vita invece piace ispirarmi fin da adolescente al cantante americano Tom Delonge,ex componente dei Blink 182,adoro in Tom la sua ribellione contro la società e la sua folle passione di cercare altre forme di vita sul nostro pianeta. Adoro il suo casual style nel vestirsi.

Come si passa dall’essere un bravo studente in farmacia ad un bravo attore…
Ci ho messo un po' a capirlo,ma ho imparato che bisogna darsi dei tempi.All'inizio facevo entrambi,frequentavo sia l'università che il teatro, ma non avevo abbastanza tempo per me stesso.
Un giorno,durante una lezione di biologia vegetale nell'aula magna guardavo il professore che spiegava le proprieta di una foglia con dei vocaboli strani,ero stranito tanto da domandarmi : "ma io cosa ci faccio qui?".
Dopo pochi secondi mi rimbombavano nelle orecchie le parole che mi disse mio nonno : "fa ciò che ti rende felice"!
In quel preciso momento presi la mia decisone e la mia vita cambiò.


Come attore quali sono i personaggi che ha portato in scena ed ha sentito più vicino alla sua sensibilità.
Penso che il personaggio di Rayban in Buchi neri sia stato il personaggio che ho sentito più vicino alla mia sensibilità.
Interpretare un necrofilo non era il mio sogno nel cassetto,ma studiando e preparando il ruolo ho capito che nella sua vita passata c'era tanto che avevo vissuto anch'io.
Mi sono sentito ogni giorno più vicino a lui,e quando avevo paura mi accorgevo che anche Rayban ne aveva, li ho capito che ero entrato nel personaggio e tutto il lavoro scorreva da se.
Ringrazio Valerio Di lorenzo per avermi scelto e il coach Sergio Valastro per avermi preparato.


Lei ha partecipato con il cortometraggio “Sugo Antropon” di Valerio Di lorenzo all’edizione 2017 del 48h film project vincendo il premio “miglior uso della frase” e sempre il regista Di Lorenzo ha chiesto la sua presenza nel  progetto “Buchi Neri” come protagonista si può dire che   sia nata una bella collaborazione artistica...
Si,abbiamo collaborato già due volte, Valerio oltre ad essere un ottimo regista è un gran sognatore, mi piacciono le sue idee.Noi ci siamo conosciuti sul set di "Sugo Antropon" tramite Lucrezia Calogero, bravissima attrice e doppiatrice.
Dopo quel corto è nata una collaborazione. Auguro a Valerio di affermarsi nel mondo cinematografico perchè se lo merita pienamente.

Ci racconti del suo ruolo  nella serie di rai uno “La Fuggitiva” dove interpreta Carmine.
Nella serie Rai "La fuggitiva" interpreto "Carmine" ,il braccio destro del boss "Manara" (interpretato da Antonio Gerardi"),è un personaggio violento esecutivo.
Insieme a Bondi (Franz Cantalupo) diamo la caccia ad Arianna Comani (Vittoria Puccini).
Carmine è un killer professionista,viene assoldato per far fuori la Comani,accusata dell'omicidio di suo marito. Quando la Comani scopre attraverso informazioni e prove cartacee chi ha ucciso suo marito entro in azione io. Non vado oltre poichè mancano ancora due puntate alla fine della serie.

Da attore ad autore ci giunge voce che  sta scrivendo  con la sceneggiatrice Angelica Artemisia Pedatella il suo prossimo progetto audiovisivo che sarà girato in Calabria. Di cosa si tratta.
Contemporaneamente sto scrivendo a quattro mani  con la sceneggiatrice, compositrice, attrice e regista Angelica Artemisia Pedatella il mio prossimo progetto audiovisivo.
Tutto nasce da una mia idea che sarebbe rimasta tale se non mi fossi seduto in un bar di Lamezia a bere un caffè con lei per parlare del più e del meno. Adoro la praticità di Angelica perciò ho deciso di affidarle, oltre all'organizzazione anche la regia.
E' una donna di Calabria che si sta affermando nella nostra terra e sta riuscendo a fare cose incredibili, un'artista a 360 gradi. Contiamo di girare quest'estate in Calabria.

Che messaggio e che possibilità dà oggi il mondo dell’arte ai giovani artisti in  un settore particolare e in perenne cambiamento come il teatro, cinema e la televisione ormai assorbite dalla rete?  C’è spazio in Italia per giovani artisti talentuosi ?
Il mestiere dell'attore è un mestiere artigiano,lo impari facendolo. Quello che posso dire è che oggi l'opportunità non devi aspettarla ma devi crearla,da lì possono nascere altre cose. E' un periodo difficile vista la pandemia, ma sono sicuro che molti artisti in questo periodo avranno tantissime cose da dire. Sono del parere che bisogna sempre fare.
Quello che vorrei dire  è che non bisogna pensare con gli ideali e stereotipi, ma ascoltare ciò che in realtà siamo e agire,succederanno grandi cose.

Il rapporto con la sua città Natale .
Il rapporto con Lamezia è buono, li c'è la mia famiglia, la mia infanzia ,i miei amici di sempre.
Ogni tanto mi piace tornare, fare lunghe passeggiate nei vicoletti del centro storico e su corso Numistrano dopo aver preso un gelato al Bar Roma. E' una città giovane, in crescita, piena di aspettative e idee.
Purtroppo, come tutte le città del meridione regna la disoccupazione e tanta gente,sopratutto i giovani, sono costretti a partire. Quando mi domandano come definirei la mia Lamezia terme mi viene da dire che :" Lamezia è quella donna che ami ma che non ci puoi stare insieme"
L'attore lametino Antonino Koukounouris nel cast del film “Il talento” di  Salvo Sclafani - il Lametino.it
 Il lavoro al tempo del “coronavirus” come stanno rispondendo gli artisti  a questa emergenza virale ed umanitaria che ha colpito  l’Italia e il mondo e come pensate di rientrare in campo viste le problematiche che sta affrontando il mondo della cultura in generale.
Mi capita confrontarmi con i miei colleghi ogni tanto,diciamo che in questa pandemia il mondo artistico,con la chiusura dei teatri e dei cinema,ha subito un duro colpo.
Alcuni non si sono arresi facendo riunioni su Skype e su Zoom.
E' stato anche frustrante vedere le nostre attività chiuse mentre altre categorie rimangono aperte.
Io sinceramente sono contro le lezioni online, non è una cosa umana.
Gli artisti hanno bisogno di contatto e public relations, mi auguro che a breve il governo italiano faccia riaprire i teatri e i cinema e con ciò tutto torni alla normalità.







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