Virginio : " Mi definiscono spesso un “ribelle gentile”, nel senso che nella mia vita ho fatto scelte sempre controcorrente.." aprile 19, 2021 \\

Virginio ci racconti di Lei, chi è Virginio Simonelli come persona?
V: Mi definiscono spesso un “ribelle gentile”, nel senso che nella mia vita ho fatto scelte sempre controcorrente, anche se apparentemente sembro una persona molto tranquilla. Sono tutt’altro che prevedibile.
foto di Giuseppe Foglia
 
Descriva il suo giorno lavorativo perfetto…
V: Indubbiamente scrivere una canzone e poi cantarla durante un concerto. Questa sarebbe per me la giornata ideale.
 
 Come nasce la sua passione per la  musica?
V: Ho sempre cantato fin da quando ho memoria, ma ho iniziato a scrivere canzoni a 13 anni quando ho studiato il pianoforte. La musica mi ha sempre salvato, spesso anche da me stesso.

 Quali sono gli artisti dai quali si sente maggiormente influenzato o da cui trae ispirazione?
V: Non ho mai avuto artisti di riferimento. Quando mi piace una canzone non faccio caso al genere, per me il bello è bello a prescindere dai generi. Certamente però ho avuto sempre una passione per il pop britannico. Ma nel tempo ho esplorato di tutto, finanche al rock progressivo.

  Nel 2006 un grande debutto con la sua partecipazione al 56º Festival di Sanremo nella sezione giovani con un brano scritto da Lei, cosa ricorda di quell’esperienza.
V: Per certi versi traumatica, la prima vera esibizione pubblica a 20 anni su un palco così importante. Ma anche una grande soddisfazione perché ero riuscito con le mie sole forze ad arrivare su un palco del genere con una canzone scritta da me. È stato bello.

 
 Come autore e cantante quali sono le canzoni che ha scritto per lei e per altri artisti più vicino alla sua sensibilità.
V: Beh, ce ne sono tantissime. Da “papà” di queste canzoni non saprei scegliere. MILLELUCI per Paola&Chiara è un brano che amo, ma anche LIMPIDO per Laura Pausini e Kylie Minogue, o ancora QUALCOSA RESTA SEMPRE per Chiara Galiazzo. Non saprei scegliere davvero...

  Nel 2013 hai musicato i testi scritti insieme a Laura Pausini di Limpido e Dove resto solo io e nel 2018 come co-autore del testo di Fantastico (Fai Quello Che Sei), E.sta.a.te e Il caso è chiuso, come nasce questa collaborazione con la Pausini.
V: LIMPIDO è stato il primo brano che un amico in comune ha mandato a Laura. Da quel momento ha voluto conoscermi e ci siamo visti per scrivere insieme. Lei è per me un grande esempio di Artista e professionista, ma ancora prima di persona umana e dedita alla musica con tutta de stessa.


DAL 2 APRILE  E'SU TUTTE LE PIATTAFORME MUSICALI CON «RIMANI» CANTO LA LIBERTÀ

Il cantautore si riconnette ai temi degli esordi, rileggendoli alla luce della maturità

Sono passati diversi anni da quando, nel 2006, Virginio si presenta sul palco del teatro Ariston. Lo scenario è Sanremo, che schiera in campo un cantautore giovanissimo, nato a Fondi ma trapiantato a Milano. Un artista garbato, cortese ma non per questo incapace di osservare la realtà, la sua realtà, per far esplodere rabbia, dolori, silenzi. Il brano che Virginio presenta nella categoria Giovani si chiama Davvero, racconta l’incomunicabilità con la figura paterna, la difficoltà di ritrovarsi davanti a un crocevia di compromessi e comprensioni. Dopo, per Virginio, c’è stato tanto. Il trionfo ad Amici, il successo di tre album, la scrittura, per sé e per artisti di fama internazionale che si sono affidati alla sua firma, in grado di dare parola ai sentimenti.

 

Oggi, però, il cantautore avverte l’esigenza di riconnettersi alla purezza degli esordi, rileggendola alla luce della maturità. Delle esperienze vissute, assimilate, macerate. La volontà, da parte di Virginio, è quella di affrontare - da “ribelle gentile”, come sempre è dall’inizio della sua carriera - sentimenti, paure ed emozioni come distillato di vita.

 

Rimani, il primo singolo del nuovo album dell’etichetta MP FILM SRL, è una costruzione visiva e musicale, che Virginio rielabora e consegna al pubblico come fosse un film, un caleidoscopio di sensazioni che raccontano come, nella vita, sia necessario il cambiamento. La trasformazione, anche di un rapporto. Per arrivare alla propria libertà.

 

Rimani racconta la volontà di rielaborare e dare nuova forma a quegli amori che hanno esaurito la loro energia. Relazioni cui è impossibile restituire vita, se non sacrificando la propria necessità di andare oltre. «Mi è capitato di vivere delle storie che erano arrivate al capolinea. Avevamo investito entrambi, ma ormai tutto era diventato frammentario», racconta Virginio.

 

«Arrivi a un punto in cui dici che non è giusto ripensare solo alla fine, del tuo rapporto, al dolore che in prossimità fa più male… eppure non puoi neppure trascinare inutilmente qualcosa che non esiste più». Tutto questo si riconnette alla ricerca di libertà totale cui Virginio tende da sempre, come persona e come artista: «Perché restare invischiati in un rapporto ormai logorato solo per la paura di affrontare il futuro, di fronteggiare i cambiamenti? Perché restare seduti su una sedia, impotenti, davanti a una certezza che in fondo è solo un alibi?», continua.

 

«Come ogni artista, sono imprevedibile. Nei limiti, però: quando per seguire l’istinto rischi di fare molto male a un’altra persona devi fare un passo indietro, essere delicato, anche a costo di sembrare indeciso, quando in realtà sai perfettamente cosa vuoi», continua Virginio. Rimani è «un brano che mi rappresenta, è un brano che si è ‘scelto’ da solo. Ne abbiamo provinate tante, con l’etichetta MP, ma Rimani mi cercava, tornava sempre», afferma. «Rimani rappresenta esattamente quello che sono io. Anche se non l’ascoltasse mai nessuno io sarei fiero di averla scritta e cantata».

 

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