Spacciatore - una sceneggiata - In scena: 12/05/2021 - 23/05/2021 al Teatro Mercadante di Napoli - In scena attori bravi e generosi... maggio 20, 2021 \\

Una strana rivisitazione della classica sceneggiata Napoletana tra canti e balli in salsa contemporanea, tra risate nevrotiche  e pianti di dolore, dalla quale emerge uno spettacolo teatrale quasi pittoresco basato su una strana ironia fanciullesca, accompagnata dalle tragedie vissute nei quartieri malfamati di Napoli;  in qualche modo tutti  i personaggi cercano di riscattarsi  in un finale infelice e tutto da definire con lo stato d'animo del pubblico in sala. La sceneggiata di "Spacciatore" termina con un amaro finale, che lascia tutti perplessi.
foto di Guido Mencari
In apparenza sembrano tutti eroi, ma in realtà si dimostrano, poi, tutti codardi difronte alla scelta di chi e da che cosa: l'amico d'infanzia ammmazzato per difendere il protagonista, che scappa senza difendere nessuno, accettando di far ricadere la colpa sul reietto della società facendo passare il messaggio che l'ultimo non si potrà mai rialzare se non attraverso un gesto eroico, perdendo,così, il suo treno di persona perbene e pentita difronte al poliziotto corrotto. Un padre che sembra volersi riscattare e alla fine consegna la pistola al figlio pur di scagionarsi, una giovane fidanzata che pensa solo al suo futuro e alla fine tutto ricade apparentemente  su un povero drogato, un povero barbone, un povero disgraziato vestito da comico con tratti da clowns, nulla toglindo alla bravura dell'attore che andava utilizzata in altro modo.
foto di Guido Mencari
I protagonisti  della "sceneggiata napoletana moderna", sono stati tutti bravi, pur in assenza di quella scrittura che permettesse quella giusta incollatura scenica da far venire  i brividi allo spettatore.
Un incoraggiamento ad Andrej Longo e Pierpaolo Sepe per il loro "Spacciatore una sceneggiata", alla ricerca di temi sociali attuali che hanno reso possibile questa meritevole operazione. Per ora il ritorno alla sceneggiata non riesce alla perfezione, pecca il testo della scrittura in qualche tratto, scontata in alcuni versi,  anche se alla fine convince buona parte del pubblico che ha bisogno di rispondere con forza al sapore della libertà e al contatto con il teatro.
Lo spettacolo è stato costruito con passione, poi la  pandemia, rinviato, non dimenticato, e ritrovato per andare in scena a "fine di stagione" che , invece, diventa inizio stagione.  Sepe ha costruito tutto puntando su un vuoto sociale, su una povertà di sentimenti, sugli eventi di quartiere e su un teatro dismesso di provincia, e sul lavoro dei suoi attori. Attori bravi e generosi che non si sono risparmiati (in passato alcuni di loro hanno ricevuto il premio Cultural Classic), in adesione  a volte forzata con  storia e personaggi.
Le passioni nascoste, gli  amori infiniti, i tradimenti inaspettati, amicizie incomprese, tutti uniti da un desiderio nero, la morte del "cattivo"  desiderata anch'essa  da tutti, pubblico compreso, e concessa nel finale. Il tutto con  percorsi  di surreale comicità demenziale per come dice il qualcuno troppa roba sniffata.
foto di Guido Mencari
L'attore Ivan Castiglione  è il Poliziotto corrotto, il cattivo di turno,  secondo le regole del territorio e della sceneggiata,  prevedibile ma non scontato nel suo ruolo, ma bravo, avebbe dovuto osare di più con il suo personaggio inasprito dalle disgrazie della vita,  viste le sue notevoli capacità attoriali.
foto di Guido Mencari
L'attrice Mariachiara Basso nel ruolo della Fidanzata ingenua, capace di decidere e guidare le scelte del protagonista riesce ad emergere nella sua semplicità, e la straordinaria Daniela Ioia detta la Sposa, la cattiva presenza della malavita dei nostri quatieri riesce a lasciare un segno e un perchè di tanta infamia.
foto di Guido Mencari
C'è poi il Mercuzio simile a quello di Romeo e Giulietta di Daniele Vicorito, presenza gentile, che rappresenta il trait d'union necessario tra bene e male, amico vero e vittima,  ma nel contempo anche traditore morale.  Roberto Del Gaudio padre fallito, disoccupato  e fragile, chiuso  nel suo universo di ricordi non riesce a deliniare al meglio il suo personaggio lasciando incertezza nello spettatore, e Stefano Miglio, effervescente Dragon Ball fuori di testa, modellato su vecchi attori comici che ha reso colorato questo spettacolo nella sua drammaticità,  anche se gli autori con questo personaggio non hanno sfruttato al massimo la sua bravura.
Il protagonista Riccardo Ciccareli che offre a Spacciatore la sua giovane forza d'attore che tutti apprezziamo,  è fragile, strafottente, gentile e sfuggente, vittima di un sistema sociale malato, intenerisce e vince, anche se non da eroe ma convince. Le canzoni scritte da Francesco Forni, fanno da corollario allo spettacolo meritevole di attenzione.

Fotografie di Guido Mencari / www.gmencari.com



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