RITORNANO I CORTI DELLA FORMICA ideazione e direzione artistica Gianmarco Cesario, rassegna di corti teatrali giugno 13, 2021 \\

Dal 15 al 18 giugno andranno in scena i 12 corti che partecipano alla XV edizione de I Corti della Formica, la rassegna di corti teatrali più “anziana” del sud Italia. Avremmo dovuto, in realtà, conoscere queste mini pièce nell’autunno dello scorso anno, ma, per i motivi ben noti a tutti noi, abbiamo dovuto rimandare giocoforza alla fine di questo primo semestre del 2021. Sarà però l’edizione 2020+1, poiché abbiamo tutta l’intenzione di programmare la XVI edizione nella sua collocazione tradizionale nell’autunno di quest’anno. Un’edizione particolare, che l’illustrazione dell’artista Clelia Le Bouf ha poeticamente sintetizzato con la nostra formichina che attraversa in equilibrio un arcobaleno che ci porta verso l’agognato sereno, quindi una rinascita per tutte quelle attività, in primis quella teatrale, che dai primi mesi del 2020 hanno subito una brusca battuta d’arresto.
Ma questo sentimento di speranza e di rinascita è macchiato da una tristissima nota di malinconia: ci ha lasciato, pochi giorni fa, il Maestro Gerardo D’Andrea, che dal 2010 era uno dei più affezionati frequentatori del nostro festival. Precisamente, proprio dal 2010, fino all’edizione del decennale, nel 2014, è stato il presidente della giuria per poi essere comunque sempre presente, fino alla scorsa edizione, con quello giusto spirito di osservazione e di curiosità che aveva per tutto ciò che riguarda il Teatro. Aveva, sin dal 2011, ideato, nell’ambito del Positano Teatro Festival, di cui era ideatore, creatore e patron indiscusso, una serata speciale, da lui battezzata come “Il Teatro che verrà”, in cui ospitava, ogni anno, tre corti selezionati a sua unica discrezione, fra quelli a cui aveva assistito nel corso della nostra rassegna. Tanti i giovani che, in queste serate a loro dedicate, ma anche con spettacoli creati per l’occasione, hanno avuto l’occasione di condividere il palco con i grandi nomi ospitati dal Positano Teatro Festival, ed è per questo che, nella serata di premiazione di quest’anno, che avrà luogo il 29 giugno, noi dei Corti della Formica con coloro che furono i giovani artisti delle passate edizioni che il Maestro ha sempre mostrato di prediligere, dedicheremo un ricordo alla sua persona. Da quest’anno, inoltre, il premio al miglior corto porterà proprio il nome di Gerardo D’Andrea.
Tornando alla programmazione della manifestazione, poche le novità: la principale è la nuova location che ci ospiterà, il nuovo Teatro Cortese nel cuore del quartiere Colli Aminei. Nel corso di questi anni abbiamo sperimentato tante sale, teatrali e no, nelle quali ci siamo sentiti sempre ben accolti e nelle quali abbiamo, nel nostro piccolo, coinvolto pubblico sia nuovo che fidelizzato. Siamo sicuri che anche con questa nuova sede avremo l’occasione di creare insieme la giusta empatia, grazie anche alla straordinaria energia che si respira in questa sala, a cominciare dalla verve frizzante ed entusiastica della direttrice Anna Sciotti.
Il programma prevede tre corti in scena ogni sera, per quattro sere, mentre la giuria, ancora una volta, sarà costituita da giovanissimi, scelti quest’anno fra gli allievi di recitazione di scuole di Napoli e provincia, i quali designeranno i vincitori delle cinque categorie principali: Corto, Regia, Attrice, Attore, Testo. Non mancherà il premio della giuria popolare, che quest’anno si avvarrà del voto social: ogni sera il pubblico in sala eleggerà il corto vincitore della serata, che, insieme agli altri tre vincitori, verrà proposto attraverso facebook, ed il corto, fra i quattro finalisti, che avrà ottenuto il maggior numero di like sarà il vincitore assoluto della giuria popolare.
I CORTI DELLA FORMICA
ideazione e direzione artistica   Gianmarco Cesario
collaborazione  Anna Sciotti  Giovanni Bifolci
art concept Clelia Lebouf
fotografa ufficiale  Federica Pone

per i premi, le formiche in metallo battuto sono realizzate con la collaborazione artistica di
Corniceria
Viale Colli Aminei 205 – via Pitloo 1/b

XV edizione – 15-18 giugno 2021
TEATRO CORTESE
viale del Capricorno 4
NAPOLI
Costo del biglietto per ogni serata € 12,00
responsabile botteghino  Tiziana Lardieri
info e prenotazioni  tel.  +39 392 222 8300
martedì 15 giugno 2021
‘A NENNELLA
testo e regia Fabio Di Gesto
con Luca Lombardi

costumi Rosario Martone
Un Sarto ripercorre, racconta e rivive aneddoti della sua vita attraverso gli abiti che cuce. Raccontare una Napoli dei fini anni settanta, attraverso una delle più celebri figure della nostra cultura: “il femminello” . toccare temi come: il vico, l’eroina, il pettegolezzo, HIV.

NIENT'ALTRO CHE LA VERITÀ
testo e regia Noemi Giulia Fabiano
con Simona Grattagliano | Rosaria Visone
disegno luci Serenella Coscione

Lia e Chiara sono sorelle. Lia, agnostica, vive a Napoli. Chiara, anzi Suor Chiara, vive a Trento. Di fronte agli eventi della vita ognuna ha la sua lettura. Così un giorno, in albergo, dopo essersi concesse una gita, suor Chiara confessa a Lia un ingombrante segreto dai risvolti equivoci che la condannerebbe per sempre. Lia è messa davanti ad una scelta: crederci o meno.
Note di regia: Trovo stimolante accendere degli interrogativi metafisici e avvalersi di una prosa tutt’altro che aulica. E’ meno forbito, meno pretenzioso, ma offre tantissimi spunti di creazione. Quando Nietzsche scrisse “Su verità e menzogna, al di là del senso morale ” si interrogava sul perché le persone avessero tanto bisogno di ricercare la verità, dal momento che la verità stessa sia a sua volta frutto di rielaborazioni personali e interumane degli individui. Difatti tutti coabitiamo quotidianamente con la menzogna, non ne facciamo mistero, e finiamo con l’accettarla tacitamente, e questo sembrerebbe un ossimoro che si scontra con il bisogno di verità.

RATARATÀ - diario dalla quarantena
testo Mimma Rapicano
regia Sal Cammisa
con Antonella Esposito e la partecipazione di Enzo Tammurrièllo Esposito
collaborazione artistica Valentina Varrella

È il diario nato durante la clausura imposta dalla pandemia virale. Dall’incredulità del primo giorno alle emozioni provate assistendo alla messa del Papa in una Piazza San Pietro vuota e senza fedeli; la vita dei vicini vista dal balcone e il gesto semplice di stendere il bucato trasformato in una corale tarantella; il gioco di bambini – Un, due, tre… stella! – per esorcizzare la paura; immaginare un dopo migliore del prima rinominando la parola quarantena con un suono onomatopeico: rataratà.
Note di regia: Che cosa resta del periodo di isolamento vissuto nei mesi passati? Cosa fa emergere da quella confusione la lucidità dei nostri occhi attuali? Riusciamo a fare in conti con quanto il contatto intimo con noi stessi ha fatto emergere? Rataratà – Diario della quarantena indaga scenicamente le emozioni e le sensazioni vissute nel periodo di isolamento dei mesi passati. Il diario scritto da Mimma Rapicano, giorno dopo giorno da marzo a maggio 2020, si incarna nel corpo e nella voce, nella sensibilità e nell’emotività dell’attrice in scena. Come un viaggio che si dipana nelle stanze di una casa, evocate simbolicamente piuttosto che rappresentate, l’attrice abita attraverso le pagine del diario le diverse stanze di una casa che da iniziale luogo di protezione, rifugio, scudo dal male esterno si trasforma in prigione, si rimpicciolisce, schiaccia il personaggio che la abita fino a far emergere il suo male interiore. I diversi “quadri” – ovvero, le diverse pagine del diario – si tingono di colori ed emozioni diverse, spesso contradditorie, ambigue, incoerenti, trattate quasi sempre con un velo di distaccata ironia. Video, musica, registrazioni, distorsioni da microfono abbracciano l’azione e la voce della protagonista, che si trova dunque a fare i conti con una realtà multimediale che ha rappresentato per settimane l’unico appiglio di socialità e contatto con l’esterno.

mercoledì 16 giugno 2021
FORE E DINTO, DINTO È FORE
testo Luigi Parlato
regia Rossella Castellano
con Rossella Castellano | Luigi Parlato
scene Mariano Castellano | Luigi Parlato - disegni Pasquale Santovito -  aiutoregia Fabiana Maresca

Nel piccolo borgo di Malvignano, la famiglia Panerano porta il fascismo, con il suo carico di promesse di modernismo e uso della forza, per accentrare nelle proprie mani il potere sul paese, commettendo ingiustizie e soprusi ai danni dei più poveri, i deboli, gli ultimi. A raccontare le vicende sarà proprio un ultimo, Lui è 'O Milord, lo scemo del paese, senza casa, senza più famiglia ci offre parole incomprensibili, fatte di suoni, detti e canzoncine, impossibile capirlo senza poter leggergli dentro. E sarà proprio il dialogo tra il fuori e il dentro, tra il vivido ricordo e l'impastata parola. che ci darà un nuovo punto di vista, perché se è noto che la storia viene scritta da chi vince, è ascoltare chi ha perso che ci dà la chiave per la verità.
Note di Regia: Fore e Dinto, Dinto è Fore, pur essendo ambientato durante il periodo fascista ha una tematica più che mai attuale, visto il preoccupante ritorno di ideologie xenofobe e suprematiste che hanno causato l'intensficarsi di episodi di matrice violenta e discriminatoria, come quotidianamente riportato dalla cronaca nazionale ed estera. Segno tangibile e doloroso del continuo ripetersi della storia. Nel testo si percepisce come l'atteggiamento aggressivo del singolo non viene visto dalla folla come negativo ma come segno di forza e di potere. Quindi nasce da parte nostra l'esigenza di voler presentare un lavoro che metta in luce il punto di vista del diverso, il debole che non vede l'uso della violenza come fine che giustifica i mezzi, ma per quello che è: violenza causa di dolore e sofferenza. Davanti ad un testo intenso e robusto, abbiamo scelto una messa in scena essenziale, che possa catalizzare l'attenzione dello spettatore sulle parole. La complementarietà dei due personaggi Dinto e Fore è l'incontro della parte femminile dell'io interiore, legata ai sentimenti con la controparte maschile. Maschio e Femmina. Due piani speculari, il micro e la macro. L'ingrandimento della coscienza per spiegare la realtà distorta. In questo tempo delle apparenze dove il fuori è il centro del tutto, fatto di immagini perfette, sorrisi smaglianti e volti photoshoppati, il dentro è la verità da nascondere in una scatola. Abbiamo scelto di giocare con il contrario, abbiamo protetto il bello in una scatola. L'idea di un pensiero fuori da coro, attraverso la sensibilità di un uomo vittima del tempo e della società in cui vive diventa valore prezioso, spingendo fuori tutta la bruttura.
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LE ROSE D’ACCIAIO
testo interpretazione e regia Roberta Natalini

Le rose d’acciaio è uno spettacolo-documentario che mira a ripercorrere, attraverso la proiezione di filmati, foto e altro materiale visivo, le tappe fondamentali del più grande colosso siderurgico d’Europa, dalla sua nascita fino ai giorni nostri, focalizzando l’attenzione sulle donne e sulle loro problematiche, dando loro voce tramite dei monologhi messi in scena dall’attrice Roberta Natalini, per una visione ILVA tutta al femminile.
Il testo, scritto attraverso la raccolta di testimonianze dirette e indirette, mostra la complessità di un mondo al maschile in cui, però, l’elemento donna è essenziale, fondamentale per cercare di abbracciare il maggior numero di sensibilità possibili, senza inquinare le raccolte con giudizi personali.
Il corto teatrale che verrà portato in scena al festival dei “Corti della Formica”, è il racconto di una donna di Taranto, figlia di un operaio Ilva che quell’Ilva l’ha anche costruita, mette in risalto l’importanza che l’industria ha ricoperto nei confronti del territorio tarantino, in quanto ha portato ricchezza e benessere economico, ed il risvolto della medaglia perché Ilva è stata e continua ad essere anche sinonimo di ricatto occupazionale, tumori , morti bianche ed incidenti sul lavoro.
Taranto, un tempo capitale della Magna Grecia, merita di risplendere e di tornare a vivere delle proprie bellezze paesaggistiche, del suo incantevole centro storico, del suo splendido mare e delle risorse della sua terra.

POTRESTI CADERE NELL’ARIA
testo Antonio Mocciola
regia Giuseppe Fiscariello
con Livia Bertè

Una ragazza e i suoi ricordi a passo di danza, nel difficile equilibrio tra una memoria cristallizzata nel tempo in un Eden irreale, ed un presente costato sacrifici e rinunce. Il rischio di cadere, e la relativa ebbrezza, hanno fortificato il carattere, ma non sanato tutte le ferite. E allora meglio tornare all’;anima bambina di un tempo. Il ricordo, si sa, è sempre un po’ più rosa.
Note Di Regia: Il corto assegna alle immagini nei silenzi tutto quello che scaturisce dal mondo di apparenza che nel testo viene perfettamente “non descritto”. Tutto ciò che non può essere detto e che effettivamente nel monologo non viene espresso se non nel finale trapela da ciò che il pubblico vede. Le immagini in contrasto totale con ciò che accade. Il non detto si esprime attraverso gli occhi e non le parole perchè ciò che esplode solo ad un occhio disattento si può coprire.

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giovedì 17 giugno 2021
-18°
testo e regia Milena Pugliese
con Marco Fandelli

consulenza alle scene Peppe Ronga
Lo spettacolo, sotto forma di monologo a “tre voci”, racconta l’omicidio avvenuto nel 1991 a None in provincia di Torino ai danni di un padre-padrone perpetrato dalla moglie, dalla figlia e da un’amica di quest’ultima.
NOTE DI REGIA Colpita dall’insolito epilogo di una situazione che poteva finire nella maniera più classica, e cioè con l’ennesimo femminicidio, coadiuvata dal libro “Il caso Bauso/Fichera” di Vittorino Andreoli, sono andata alla ricerca delle motivazioni profonde che hanno determinato nelle “attrici” del delitto una scelta così “definitiva e radicale”, per inseguire un sogno di libertà poi infrantosi nella inevitabile realtà di una punizione carceraria.

LA VIOLENZA È FEMMINA
testo Esmeraldo Napodano adattamento Domenico Orsini
regia Domenico Orsini & Esmeraldo Napodano
con Esmeraldo Napodano

In scena due  personaggi policromi, facce della stessa triste medaglia.
Due identità, due vite, due storie, che si sfiorano e si intrecciano in un'unica narrazione,
per dar peso, con respiri di leggerezza, ad una vicenda che sempre più spesso irrompe nel nostro quotidiano.
Così il racconto disvela pian piano il suo orrifico protagonista, che "...è sempre femmina: si chiama violenza!"

PAUPAULÒ
testo e regia Pasquale Palma
con Pasquale Palma | Vincenzo Salzano

Siamo in una dimensione spazio temporale molto asettica.
Forse passato, forse futuro, forse un presente immaginato.
In una landa desolata ci sono UNO e DUE.
Personaggi che potrebbero essere chiunque.
Sono lì intenti a costruire qualcosa per loro molto importante: il PAUPAULÓ.
Cos’è il PAUPAULÓ?
Che rapporto hanno i due personaggi?
Tutto questo verrà mostrato o celato ancora di più fino a non capirci tutto o a capirci nulla.


venerdì 18 giugno 2021
EDISON VS TESLA
testo Pier Paolo Palma
regia Georgia De’ Conno
con Eugenio Delli Veneri | Pier Paolo Palma
musiche Massimo Verchione

Edison vs Tesla è un duello, uno scontro in scena tra due figure storiche che 140 anni fa decisero di inventare il futuro di oggi.
Che prezzo può avere la visionarietà? Cosa siamo capaci di fare per difendere le nostre idee?
Un viaggio in una storia che non risparmia vittime e destini.
Atomi, dati, informazioni.
Come sarebbe cambiato il mondo di oggi, se il passato avesse preso un’altra piega?
I KEN LOVE
testo Tiziana Beato
regia Stefano Ariota
con Leonardo Di Costanzo

Ogni uomo nasce libero e felice.
Poi si innamora. . .
E quando l’amore non è corrisposto allora il “bambolotto” può anche perdere la testa fino a ordire trame di passione e di vendetta
By(t)e By(t)e my happiness: Luca Trezza in “Trittico del mio byte”
MAMME – le visioni
testo e regia Luca Trezza

con Luca Trezza | Francesca Muoio
Ispirato ai personaggi di “Mamme” di Annibale Ruccello, il progetto “Mamme, le visioni” vuole esserne pura evocazione. Attraverso infatti un’operazione di analisi e di tradimento del testo ne è nata una ri-scrittura totalmente originale volta all’ esaltazione dei contorni, delle atmosfere e degli stati d’animo presenti nell’opera Ruccelliana de le Mamme ma che si allontana sempre di più dall’autore per essere una creazione a sé stante.

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Siamo una Associazione nata nel 2000, apartitica e interconfessionale, denominata “Napoli Cultural Classic” (Associazione Culturale volta alla diffusione dell’arte e della cultura, diretta alla promozione di artisti e di studiosi in fase di  affermazione nel campo del cinema, teatro, televisione, musica, danza, arte figurativa, moda, scrittura, scienze giuridiche e tecnologiche e di tutte le altre forme di scibile che i soci ordinari riterranno opportuno inserire.).

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