Giuseppe Vecchi, AUTORE PREMIATO al XVI° Premio Letterario Internazionale NCC luglio 21, 2021 \\

Iniziativa "Una vetrina in più" riservata agli Autori e alle Opere premiate


Giuseppe Vecchi - autore dell'Opera "Il centro dell'Universo"
vincitore del 1° Premio per la Poesia Inedita


IL CENTRO DELL’UNIVERSO.
 
Non esiste un centro
tra le fluttuanti nubi di polveri
tra le stelle incatenate e piangenti.
Non hanno gli angeli un trono segreto
per i raduni primaverili
né un prato ove cogliere un fiore.
 
Non è un cerchio l’universo
non un triangolo o una dolce sfera
ma un fluttuante spazio
che grida la sua solitudine nera
ove racchiude tesori sepolti
dentro la fredda cornice dei pianeti.
Non è un pantano ancestrale
dove gnomi e ninfe giochino a mosca cieca
senza mai trovarsi.
Non un Olimpo né un Eden
ove sibili il vento
come sulla spavalda prora di una nave corsara.
 
Non esiste un centro
perché sarebbe il castello fantastico
ove le fate si coprono di meraviglia
ove tutto si veste d’infinito
dove si specchia ogni colore
in cui il tempo nasce e ritorna
mentre lo spazio muore
agitando le braccia sopra l’abisso
che ogni cosa reclama e occulta.
 
Non esiste un centro perché
quello sarebbe il luogo
dove incontrare dio
ma dio non incontra nessuno:
anche lui alla deriva come un granello di luce
muto d’ogni suono
come una stella che fila al telaio
la veste più bella
con cui agghindare il cielo.
 
Motivazione della Giuria
Il testo procede con una cadenza intensa e meditativa, capace di evocare la vastità dello spazio e la sua spaesante profondità. Le negazioni che si accumulano nei versi, scandiscono un ritmo cupo e solenne che procede per sottrazione. La rotazione degli astri produce un suono tragico e fatale, come il senso della solitudine in cui si trova sprofondato l’uomo. Quest’assenza di centro, crea una profonda sensazione di solitudine, esilio e separatezza. Dopo aver demolito ogni inganno, demistificato ogni fiaba rassicurante e annientato ogni narrazione consolatoria, la poesia accoglie la consapevolezza del vuoto: questa decostruzione  diviene  una forma di contemplazione nichilistica, ma al tempo stesso sapienziale; la vera libertà è frutto dell’abbattimento di ogni illusione. Il linguaggio usato è nitido, efficace ed evocativo pur nella sua essenzialità.
Lucia Guidorizzi.
Motivazione del Presidente della Giuria
Poesia molto sofferta che esprime una condizione dell’anima che non riesce a considerare un dio amico, e nemmeno uno nemico. Nulla di tutto ciò, ma solo un infinito fatto di eterni ritorni, senza un centro, dove però irreparabilmente l’uomo vive anch’egli il suo essere centro di sé stesso.
Nei territori vesuviani di Giordano Bruno, poesia più bella e aderente a quel suo pensiero di “infiniti mondi”, non poteva che essere questa dell'autore Giuseppe Vecchi.
Giuseppe Laterza.

BIOGRAFIA dell'Autore

Fin da giovane appassionato di paleontologia, ha pubblicato numerosi articoli a carattere scientifico su riviste specializzate della materia: Bollettino della Società Paleontologica Italiana, Bollettino della Società Italiana di Malacologia. Dal 1998 ha collaborato con la rivista Parva Naturalia dei Musei di Castell’Arquato e Piacenza, con una serie di monografie sulla fauna fossile a molluschi del t. Stirone (PR), e ha anche partecipato, con interventi sull’argomento, ad alcune edizioni della manifestazione “Pliocenica” che ogni anno si tiene nel su citato borgo del piacentino. In un ambito a cavallo tra la scienza paleontologica e la letteratura, ha istituito una nuova specie di mollusco fossile: “Alvania leopardiana Brunetti & Vecchi, 2012”, specie dedicata a Giacomo Leopardi, un cui paratipo è conservato a Recanati presso il “Centro Nazionale studi leopardiani”. 
Nel 2007 ha pubblicato, in proprio, una raccolta di poesie: “Sapori d’argilla” e nel 2015 un volume di poesie con le Edizioni ABao AQu: “De Rerum”, una cui recensione è apparsa sul numero di marzo 2016 del mensile Poesia (Crocetti Editore) e con cui ha partecipato al “Festival dell’autobiografia” ad Anghiari nel settembre 2016. Ha pubblicato poesie sull’Antologia “Un poco di noi” dell’Associazione scrittori reggiani, e su un mensile locale: “Pollicino news”, un breve testo sulla primavera. 
Ha inoltre scritto un testo per il teatro: “Ifigenia” che è stato rappresentato l’anno scorso dalla compagnia teatrale “Luigi Rasi” di Ravenna, la prima è stata il 10 giugno 2018 al teatro comunale di Cervia, un secondo spettacolo è stato fatto a luglio 2018 nella chiesa sconsacrata, adibita ad eventi culturali vari, ubicata nelle vicinanze del Castello di Sarzano, presso Casina - RE. Ha scritto anche tre testi teatrali su Dante, uno dei quali la stessa Compagnia di Ravenna aveva in programma di mettere in scena a fine 2020/inizio 2021 in occasione del 700° anniversario della morte del sommo poeta, ma che non è stato ancora possibile realizzare causa pandemia. Ha scritto inoltre altri quattro testi teatrali: Orfeo, Medea, Cagliostro e uno tratto da 4 racconti di E. A. Poe: “Tre volti di donna in una cornice ovale”.
Nel 2019 è uscito un libro di dialoghi mitologici con Altromondo Editore: “Dialoghi tra l’Ade e l’Olimpo”.
Nel 2021 ha partecipato con una poesia alla XVIª Edizione del Premio Letterario Internazionale Napoli Cultural Classic, inviando per la Sezione A “Poesia inedita” il testo “Il centro dell’Universo”, con la quale ha vinto il primo premio.

 
INTERVISTA a Giuseppe Vecchi

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