è duro finire all’inferno delle celebrità agosto 6, 2010 \\

è duro finire all’inferno delle celebrità – manovra assassina ed idiota di nonno Schumacher a spese di Rubens Barrichello, dal 2000 al 2005 compagni di squadra in Ferrari – “Se Michael ha fretta di finire in Paradiso può andarci anche ora. Io aspetto”, riesce a scherzarci su il brasiliano - Per cosa poi? Per un decimo posto, un punto che non cambierebbe la vita del Kaiser, ma ha rischiato di fargliela perdere…. Cristiano Chiavegato per lastampa.it

Come ai vecchi tempi. E anche peggio. L'età e gli acciacchi non attenuano una rivalità che sconfina nell'odio. Rubens Barrichello, 38 anni, e Michael Schumacher, 41, dal 2000 al 2005 compagni di squadra in Ferrari, hanno rischiato l'osso del collo ieri all'Hungaroring. «Se Michael ha fretta di finire in Paradiso può andarci anche ora. Io aspetto», riesce a scherzarci su il brasiliano. Per cosa poi? Per un decimo posto, un punto che non cambierebbe la vita del Kaiser, ma ha rischiato di fargliela perdere.
La manovra assassina sul rettilineo principale al 64° giro: Rubinho è più veloce, punta la Mercedes e la infila sulla destra. Schumi se ne accorge e stringe il rivale verso il muretto a oltre 250 chilometri l'ora. «Ha visto che ero al suo fianco e di proposito ha cercato di sbattermi fuori. Nella mia carriera ho corso 299 gran premi in Formula 1 e non avevo mai subìto una manovra così pericolosa».

L'immagine frontale è drammatica: tra la Williams e i mattoni non c'è letteralmente spazio. «Se è riuscito a passare significa invece che lo spazio era sufficiente», si giustificherà Schumacher di fronte ai commissari di gara, che ovviamente gli danno torto: il 29 agosto nel Gp del Belgio sarà retrocesso di dieci posizioni sullo schieramento al via. Viste le sue recenti prestazioni, rischia di partire dalle ultime piazzole, tra un Di Grassi e un Senna che è il nipote di quello che ricorda lui.

«Volevo rendergli il sorpasso difficile, poi però sappiamo come la pensa Rubens», commenta Schumacher prima di lasciare il circuito ungherese e partire per le vacanze. «Cerca di far passare me per piagnone - gli replica l'altro su Twitter (rubarrichello) -. Vorrei che il pubblico esprimesse la propria opinione».
In pista aveva chiamato via radio il box: «Protestate, devono sventolargli la bandiera nera», che vale la squalifica immediata. Otterrà giustiza a fine gara. Una vendetta? «No, non sono il tipo - insiste -. Sono una persona semplice e mi diverto a correre, tutto qua. E oggi sono felice. Felice e fortunato di non essermi fatto male. Se ci esibiamo in certe manovre noi che siamo i più anziani qua dentro, corriamo il rischio di essere emulati». I colleghi gli danno ragione. Amico di entrambi, Felipe Massa si schiera prima di rivedere le immagini in tv: «Se Michael ha sbagliato è giusto che paghi». Per David Coulthard «Schumacher è un maledetto idiota».

Adesso hanno un motivo in più per detestarsi, i due ex ferraristi. Il primo risale Zeltweg 2002, quando Jean Todt chiese a Barrichello di farsi da parte e lasciar vincere Schumi. Più volte il brasiliano si lamentò del trattamento ricevuto a Maranello, ma rinnovò comunque il contratto fino al 2005, quando di nuovo prese un paio di schiaffi: un sorpasso a Montecarlo, a posizioni congelate. E una manovra cattiva a Indianapolis, dove le Rosse correvano praticamente da sole, perché le squadre con gomme Michelin si erano ritirate prima del via.
Le due gocce che hanno fatto traboccare la pazienza del povero Rubinho, convincendolo a trasferirsi alla Honda e a vivere di nuovo da numero due la cavalcata trionfale della Brawn e di Jenson Button un anno fa. Adesso è il nonno buono della F1, su una Williams che ha poche velleità. A lui basta guidare e spassarsela. Ha racimolato 30 punti, otto in meno dell'ex pensionato Schumacher che però guida una Mercedes.

A completare la giornata nera della Casa tedesca, c'è stato il ritiro di Nico Rosberg: i meccanici non gli avevano fissato bene una ruota, che è rimbalzata nella corsia box rischiando di fare danni gravi. Morale: gara finita per il pilota e multa di 50 mila euro per il team.

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