Pellizier: regista della nuova generazione dicembre 22, 2010 \\

Pellizier: regista della nuova generazione

1. Se tu fossi un colore...
rosso: vibrante e intenso è notoriamente l’espressione di mobilità, forza e passione.

2. Se tu fossi un attore…
Vorrei essere un qualsiasi attore in ogni parte del mondo che in questo momento, in passato o in un prossimo futuro affronti questo mestiere con sentimento e dedizione, ma soprattutto con sincerità, quel sincero e irrefrenabile impulso che spinge a intraprendere questa professione assai ardua, forse la più eclatante rappresentazione del connubio tra sforzo e appagamento. Credo che quello dell’ “attore” sia un mestiere davvero rischioso e impegnativo dove tutto è in gioco: i propri occhi, il proprio viso, la voce, le movenze, il proprio corpo, le emozioni… la propria persona è lo “strumento”. Un attore amatoriale, un professionista o mimo di strada… l’importante è che sia il cuore a dettare il bisogno di esprime ed esprimersi, di sognare e far sognare… citando lo scrittore regista Mario Soldati posso affermare che “Ogni uomo è, sempre, un po’ attore. E non solo attore, ma ogni essere umano deve, qualche volta, per sentirsi vivo, potersi immaginare un po’”.

3. Se fossi una città…
 Mantova, la mia città. Contenuta, affascinate e suggestiva, un piccolo scrigno che racchiude infinite miscele d’ arte e storia. Silenziosa ma calorosa, ricca ma generosa, colta ma mai presuntuosa, Mantova è sempre lì, immutata dal tempo e dalle mode…un po’ come tornare a casa dopo un lungo viaggio e ritrovare tutto proprio come lo avevi lasciato… è rassicurante.

4. Se tu fossi un regista...
Sarei il realismo di P.P.Pasolini, sarei la raffinatezza di Wong Kar Wai, la fluidità di M. Scorsese, la teatralità di L. Von Trier... sarei la freschezza di J. Wright, la dolcezza di W. Disney, la sensibilità P. Jenkins… la visionarietà di D. Lynch, la sensualità di P. Almodovar…sarei l’ironia W. Allen, la semplicità di Kaurismäki, l’ intimità di L. Visconti e il virtuosismo di O. Welles. Quanti ancora potrei citarne, perché tutti, a loro modo, sono e sono stati grandi maestri e audaci allievi, perché non c’è un assoluto, ma ognuno di loro, e di noi,  ha scritto, o scriverà un piccolo grande capolavoro.

5. Se tu fossi un fiore...
Sarei senza dubbio una Buganville, con i rami intrecciati ad un graticcio di una qualsiasi terrazza affacciata sul mar Mediterraneo; dondolandomi al ritmo delle onde o di qualche brezza pomeridiana giocherei a mischiare il mio profumo con quello dei limoni, della salsedine, di ginestre e rosmarino.

6. Se tu fossi un teatro...
Il teatro Alberti. Un piccolo e scintillante teatro sul lago di Garda dove ho avuto la fortuna di muovere i primi passi in questo straordinario mondo. Ci sono sere in cui puoi assistere a grandi eventi, concerti di famosi cantautori e balletti delle più celebri opere; poi ci sono sere in cui puoi imbatterti in spettacoli davvero insoliti, imperfetti ma emozionanti, esilaranti e discutibili… in una di quelle sere avrete, spero, il piacere di conoscermi. E’ un teatro giovane, dinamico, una vera officina creativa.

7. Se tu fossi un libro.......
 Difficile definirsi con un libro, molti sono gli autori che apprezzo; da O. Wilde a M. Mazzantini, da G.P.Griffi a Platone, da W. Shakespeare a P. Coelho, da G. Xingjian a I. Calvino, da H. Kureishi a M. Proust… credo non ci sia un’opera in particolare che mi rappresenti perché trovo piccoli tasselli del mio vissuto o del mio pensiero  in diversi libri, ma se dovessi sceglierne uno tra tutti direi “Le memorie di Adriano” di M. Yuorcenar. Scelta dettata non tanto per il contenuto del romanzo quale eterno tormento della natura umana dall’inizio dei tempi (l’amore), ma per la scelta stilistica dell’autrice. Ha saputo stregarmi sin dalla prima pagina… un’abilissima penna al servizio della pura emotività.
 

8. Se tu fossi un personaggio storico....
Mi sarebbe piaciuto essere Giacomo Casanova… almeno per un paio di giorni! …e magari il resto della settimana un poeta maledetto nella Parigi di fine ‘800.


9. Se tu fossi una poesia...
Lo stesso Mare di Amos Oz. Anche se definito romanzo, ritengo sia un susseguirsi incalzante di versi poetici: la punteggiatura prende vita, i titoli sono parte integrante del testo, tempo e spazio si fondono, autore e protagonisti si sovrappongono e  pagina dopo pagina le emozioni faticano a trattenersi. Da qui ho tratto il mio ultimo cortometraggio.


10. Se tu fossi un musicista...
Nel passato Vivaldi, Mozart o Schumann… oggi invece sarei Ryuichi Sakamoto.
 

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