Si tratta di una studentessa universitaria. L’episodio contestato risale al 4 maggio scorso durante l’evento privato per l’Asian Development Bank. La Cgil ha chiesto al teatro di trasformare il licenziamento in una multa o una sospensione
Poiché le maschere sono retribuite per adempiere a un regolamento con compiti assegnati, la direzione del Teatro alla Scala ha ritenuto che la maschera non abbia ottemperato agli obblighi relativi alla mansione (far rispettare l’ordine, non per fare l’agitatore) e, non ritenendo l’abbandono del posto di lavoro una «mancanza lieve» ha deciso procedere con il licenziamento. La maschera e i Cub si sono confrontati e i rappresentanti dei Cub hanno dichiarato che intendono «difendere questa ragazza coraggiosa». Sarebbero pronti anche al ricorso in tribunale.
È STATA LICENZIATA LA MASCHERA DEL TEATRO ALLA SCALA CHE HA SROTOLATO UNO STRISCIONE URLANDO “PALESTINA LIBERA” PRIMA DEL CONCERTO CON GIORGIA MELONI LO SCORSO 4 MAGGIO – A DENUNCIARE L’ACCADUTO È STATO ROBERTO D’AMBROSIO, SINDACALISTA DEL CUB DEL TEATRO: “LA GIOVANE DIPENDENTE È STATA SUBITO PORTATA FUORI DALLA POLIZIA. NEI GIORNI SUCCESSIVI NON L’HANNO FATTA LAVORARE. POI È STATA LICENZIATA. NE COLPISCONO UNO PER EDUCARNE CENTO, CON UN ATTEGGIAMENTO DI AUTORITARISMO GRATUITO…"

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