Questo calciatore sarà ricordato per sempre come un eroe, ma non del pallone. Ma qualcosa di infinitamente più grande: la solidarietà umana. I nostre lettori macedoni hanno chiesto di ricordarlo.
Eroe
ott 9, 2025
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È il 16 marzo 2025, è unsabato sera e in una discoteca di Kocani (Macedonia del Nord), è scoppiato l'inferno, provocato da alcuni mini bengala, di quelli che si usano anche sulle torte per i compleanni.
Qualcuno ha avuto l'incoscienza di accenderli in un luogo chiuso, zeppo di gente. Ma non poteva immaginare che il materiale che rivestiva il tetto della discoteca non era ignifugo. E così, in pochi istanti, un luogo di divertimento è diventato teatro di sciagura.
Terribile il bilancio: 155 feriti e 60 morti.
In mezzo a quelle fiamme che hanno divorato tutto e tutti, c'era anche lui, Andrej Lazarov, calciatore macedone dello Shkupi (club che milita nella massima divisione del campionato macedone).
Andrej aveva 25 anni ed è morto nel disperato tentativo di salvare ragazzi e ragazze che nemmeno conosceva.
È arrivato in ospedale, pieno di ustioni e intossicato dal fumo... non c'è stato verso di salvarlo. Troppo il veleno inalato.
Forse il calciatore avrebbe potuto, come molti hanno fatto, scappare dal locale in fiamme e salvarsi.
Ma lui, invece, è rimasto lì, ad aiutare chi cadeva, sveniva, implorava di essere soccorso.
Si può morire di altruismo. E, una volta tanto, la parola eroe non è usata a sproposito.
Per questo Andrej rimarrà per sempre nella memoria e nel cuore di tutti noi.

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