“Club Kid”, l'esordio alla regia di Firstman tra clubbing e paternità. Club Kid. Voto ***(*). Il newyorkese Jordan Firstman firma e dirige (e interpreta da protagonista) questo suo primo lungometraggio, che rompe dall’interno la leziosità di film del genere (redenzione tramite un bambino) con maestria filmica da professionista e con una scrittura vivida e sincera, in cui i passaggi legali sono descritti nella ruvidezza della burocrazia, senza cedere alla tentazione dell’happy-ending. Si era già fatto notare a Cannes nel Concorso del “Certain Regard”
Alla Festa del cinema di Roma arriva la commedia queer newyorkese scritta, diretta e interpretata dal comico Jordan Firstman. Classe 1991, Firstman è già autore di diversi corti: è passato dalla comicità social alla recitazione e infine alla regia. Il suo film Club kid, che era già stato presentato a Cannes nella selezione Un certain aware (ricevendo sette minuti di standing ovation), in Italia sarà distribuito da I Wonder Pictures. Arriverà nelle sale dal 3 dicembre. Nella storia Firstman interpreta Peter, promotore gay trentenne capace di organizzare travolgenti serate nei club newyorkesi, scandite da techno, droga e alcol a fiumi. Uno stile di vita che continua a portare avanti, insieme a tanti amici della comunità queer senza pensare troppo al domani. Tutto cambia però quando scopre che la ragazza inglese coinvolta nel sesso a tre in una dark room dieci anni prima ha avuto da lui un figlio, Arlo (Reggie Absolom). La madre è morta e Peter sembra l'unico parente in grado di occuparsi del bambino. Nel cast anche Cara Delevingne, Diego Calva, Eldar Isgandarov e Colleen Camp.
LA COMMEDIA “CLUB KID” È UNA BOMBA, E PRESUMO CHE ANDRÀ BENISSIMO IN TUTTO IL MONDO – NEL PIENO DELLE FESTE SCATENATE DEI LOCALI QUEER AMERICANI, IL RE DELLE FESTE QUEER, PETER GREEN, NON GAY, DEPPIÙ, TANTO CHE URLA “NON HO MAI TOCCATO UNA FIGA”, SCOPI PER CASO UNA RAGAZZA INGLESE SENZA RICORDARSI NULLA. DIECI ANNI DOPO SCOPRE NON SOLO CHE HA SCOPATO UNA RAGAZZA, MA CHE DA QUESTA SCOPATA È NATO UN BAMBINO, ARLO - GAY, TOSSICO, SENZA LAVORO, NON È CHE PETER SI SENTA IL PADRE IDEALE DI UN RAGAZZINO. A FARCI RIDERE NON È IL RAPPORTO TRA PETER E IL BUFFO ARLO, MA IL FATTO CHE I VERI BAMBINI CHE DEVONO CRESCERE SONO GLI ADULTI DEL FILM…


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