Il tempo di guerra della Russia nel dramma che coinvolge un amministratore delegato e la sua famiglia. Gran premio della giuria a Cannes
L'ispirazione viene dal film del 1969 di Claude Chabrol, Stephane, una moglie infedele. Andrei Zvjaginchev ambienta Minotaur nel 2022, in una città di provincia della Russia. Il protagonista è un direttore d'azienda che si trova costretto a scegliere quattordici suoi dipendenti da mandare al fronte. Contemporaneamente continua la sua vita borghese, ma con il passare del tempo si accorgerà che la distanza tra lui e la moglie è diventata sempre più grande, inizia così a sospettare che la moglie lo sta tradendo. Quali saranno le conseguenze di questi eventi?
La guerra è sempre sullo sfondo in Minotauro, che con grande maestria intreccia il dramma borghese al film politico, creando un parallelismo suggestivo tra la vicenda personale del protagonista e il sistema che l'opera intende denunciare. La regia dà molta importanza alle atmosfere, gli spazi in cui si muove il nostro protagonista sono carichi di significato: i dettagli della guerra sono evidenti ma solo sullo sfondo della vita dei russi, impotenti davanti a un sistema più grande di loro. Quello che la macchina da presa rappresenta è una violenza latente, nascosta, una miccia pronta a esplodere che lascia lo spettatore in uno stato d'inquietudine per tutta la durata del film. Ma Minotauro ha soltanto assorbito il substrato del film di Chabrol. Lo abbandona presto, attraversando il terreno della sua Russia in totale declino, affidando la caduta di una Nazione alla brutalità della reazione di un uomo che si vede all'improvviso privato di un punto di riferimento per lui imprescindibile. Sua moglie e, di riflesso, la stabilità della sua famiglia. E della sua vita.La violenza della guerra e la corruzione del sistema, si riversano sul protagonista, meschino e tronfio della sua impunità. Un personaggio figlio e vittima di quel sistema.
“MINOTAUR” DI ANDREI ZVYAGINTSEV, CHE ESCE QUESTA SETTIMANA IN ITALIA, È UNO DEI GRANDI FILM DELLA STAGIONE, VINCITORE DEL GRAN PREMIO DELLA GIURIA A CANNES E CANDIDATO AGLI OSCAR COME MIGLIOR FILM STRANIERO PER LA FRANCIA, CHE È PRODUTTRICE – BASTEREBBE IL FINALE CON LE NUVOLE DENSE CHE NASCONDONO IL DISASTRO DELL'EUROPA E DELLA SUA ULTIMA ASSURDA GUERRA, PER CAPIRE CHE “MINOTAUR” CI STA RACCONTANDO UN MOMENTO IMPORTANTE DELLA NOSTRA STORIA, CHE NESSUN FILM, FINO A OGGI, ALMENO APERTAMENTE, HA VOLUTO AFFRONTARE L'ARGOMENTO.



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