Pluripremiato a Cannes e ai Golden Globe, il nuovo film di Kleber Mendonça Filho con Wagner Moura debutta nelle sale italiane ed è uno dei titoli chiave della stagione.
ARRIVA IN SALA IL BELLISSIMO “L'AGENTE SEGRETO", SCRITTO E DIRETTO DAL BRASILIANO KLEBER MENDONÇA FILHO, FORTE DEL PREMIO PER LA REGIA A CANNES, DI DUE GOLDEN GLOBE E DI CINQUE NOMINATION AGLI OSCAR – È SIA UN FILM POLITICO, SIA UN FILM DI GENERE, CON DUE TEMIBILI KILLER ALLA TARANTINO, CIOÈ GABRIEL LEONE E RONEY VILLELA, SPEDITI A RECIFE DAL BOSS ITALO-BRASILIANO DI UNA AZIENDA PETROLIFERA PER UCCIDERE UN PROFESSORE – LA SCENA INIZIALE, COL MORTO STESO A TERRA NELLA STAZIONE DI BENZINA FETENTE, GIÀ VALE IL BIGLIETTO -
Ambientato nel Brasile del 1977, durante la dittatura militare, L'agente segreto segue Marcelo, un uomo di mezza età che torna a Recife in occasione del Carnevale per riabbracciare il figlio. Un ritorno che dovrebbe essere privato, quasi invisibile, ma che si carica presto di tensione: qualcuno lo osserva, qualcuno lo segue, e il passato – politico e personale – torna a bussare con forza. Da questo punto di partenza, il film costruisce un racconto che mescola thriller, memoria e riflessione civile, senza mai cedere alla semplificazione.
Al centro del film c'è la prova straordinaria di Wagner Moura, protagonista assoluto di un'interpretazione trattenuta, silenziosa, umana. Il suo Marcelo non è un eroe classico: non combatte, non si impone, non alza la voce. Resistere. Ed è proprio in questa resistenza discretamente che L'agente segreto esplode nella sua bellezza umana e artistica.




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