Un film di fantasmi, di morti e rinascite. L'energia potentemente femminile della regista sa affrontare un dolore lancinante con coraggio ed empatia.
Chloé Zhao racconta la morte del figlio di Shakespeare dal punto di vista della moglie Anne, fonte di dolore e ispirazione per la nascita di "Amleto". Il film ha ottenuto 8 candidature a Premi Oscar , 6 candidature e ha vinto 2 Golden Globes , 11 candidature a BAFTA , 11 candidature e ha vinto un premio ai Critics Choice Award , 1 candidatura a Director Guild , 1 candidatura a CDG Awards , Il film è stato premiato a AFI Awards , 3 candidate a The Actor Awards , Al Box Office Usa Hamnet - Nel nome del figlio ha incassato prime 9 settimane di programmazione 20.2 milioni di dollari e 1.4 milioni di dollari nel primo fine settimana.
GIOVEDÃŒ ARRIVA IN SALA “HAMNET”, UNO DEI PIÙ POSSIBILI CANDIDATI ALL'OSCAR COME SIA COME MIGLIOR FILM SIA COME MIGLIOR PROTAGONISTA FEMMINILE, SU WILLIAM SHAKESPEARE E SUA MOGLIE ANNE HATHAWAY, QUI RIBATTEZZATA AGNES, CHE AFFRONTANO IL DRAMMA DELLA MORTE DEL LORO FIGLIO - IL FILM NON È SU NÉ SU HAMNET, IL FIGLIO, NÉ SU HAMLET, LA COMMEDIA CHE DEBUTTERÀ A QUATTRO ANNI DALLA SCOMPARSA DEL BAMBINO, NÉ SU SHAKESPEARE. E' SU AGNES, CHE NON SI RENDE CONTO DI QUEL CHE STA SCRIVENDO IL MARITO…
Come si fa a dire qualcosa di nuovo, cinematograficamente parlando, su William Shakespeare e il suo Amleto? Chloé Zhao parte da un best seller dell'autrice irlandese Maggie O'Farrell che assume il punto di vista della moglie del Bardo, Anne Hathaway, per raccontare uno degli episodi più tragici della loro vita, ovvero la morte del figlio Hamnet, a soli 11 anni. Quell'episodio da un lato è stato un trauma profondissimo per la coppia, ma è stato anche la fonte di ispirazione del capolavoro di Shakespeare, in inglese Hamlet, che porta quasi il nome del suo bambino perduto (anzi, proprio lo stesso nome, come avvisa una citazione nel film diretto da Zhao e sceneggiato insieme alla O'Farrell), e che è imperniato sul tema del lutto e della perdita di identità che ne può derivare. "Amleto" è stato scritto infatti proprio nel periodo seguito alla morte del bambino, ed è stato portato in scena al Globe Theatre di Londra quattro anni dopo, cementando la reputazione di Shakespeare come dramaturgo. Ambientato nella seconda metà del '500, il film di Chloé Zhao segue al suo Oscar per Nomadland e al suo salto triplo nel mondo Marvel con Eternal
Hamnet dà ampio spazio alla figura della moglie di Shakespeare, ribattezzata Agnes, quasi primordiale nella sua capacità di provare ogni emozione fino in fondo e quasi sciamanica in quella di prevedere il futuro, "figlia di una strega del bosco". Agnes vive la maternità in maniera assoluta e viscerale, mentre William è una figura poetica e gentile, un uomo timido ma appassionato figlio di un padre violento che lo umilia definendo inutile il suo talento, più giovane della moglie e meno in sintonia con tutto ciò che di Naturale lo circonda.
Agnes invece è una creatura boschiva, nel senso che è assai presente e potente il suo legame con la natura, che del resto all'epoca entrava prepotentemente nella vita di tutti, con i suoi doni come con i suoi eccessi. Intorno a loro si aggira il pericolo della peste, malanno perpetuato dall'uomo, e ogni pianta è una possibile medicina: ma non abbastanza potente da fronteggiare il male oscuro, in senso reale e metaforico.
Jessie Buckley si getta a capofitto nell'interpretazione impavida di questa donna selvatica e fieramente determinata, il cui "animale da compagnia" è un falco. La sua caratterizzazione è violenta e ancestrale, cruda e straziante, in alternativa sanguigna ed eterea






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