CANNES È FINITA COME CI ASPETTAVAMO: LA PALMA D'ORO DEL MIGLIOR FILM VA A “FJORD” DELL'ORMAI VETERANO CRISTIAN MUNGIU.
Questa volta Mungiu esce dai confini del suo paese e ambienta la pellicola in Norvegia per raccontare la storia di una famiglia che si è da poco trasferita in un piccolo villaggio affacciato su un fiordo. Il padre è rumeno, la madre è norvegese e hanno cinque figli, tra i quali un ragazzo e una ragazza che stanno vivendo il complicato periodo dell'adolescenza.
IL "GRAND PRIX" A "MINOTAUR" DI ANDREY ZVYAGINTSEV, GRANDE REGISTA RUSSO CHE NON FACEVA UN FILM DA NOVE ANNI, PRENDENDO IL PREMIO, IL REGISTA HA DETTO: "METTIAMO FINE A QUESTO MASSACRO" - Con Minotaur, Andrey Zvyagintsev firma un thriller geopolitico glaciale e brutalista: il dramma borghese incontra l'ombra della guerra in Ucraina in una Russia svuotata e senza morale.
MIGLIOR REGIA VA EX AEQUO AI DUE REGISTI DI “LA BOLA NEGRA”, GLI SPAGNOLI JAVIER CALVO E JAVIER AMBROSSI, La bola negra, è un film che vuole giustamente ricordare l'abominio della discriminazione contro gli omosessuali, realizzando un parallelismo, anche qui giustamente, con il fascismo e il franchismo. Peccato che il tutto si riduce a un sovraccarico mélo che procede meccanicamente per accumulo e reiterazioni.
MIGLIORE ATTORE EX AEQUO EMMANUEL MACCHIA E VALENTIN CAMPAGNE PER "COWARD"
E MIGLIORE ATTRICE, SEMPRE EX AEQUO, A VIRGINIE EFIRA E TAO OKAMOTO PER IL FILM "ALL OF A SUDDEN DI RYUSUKE HAMAGUCHI"







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