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Il regista Eitan Pitigliani: "A volte tendo a identificarmi quasi completamente col lavoro che faccio, con l'amore per il Cinema e per l'Arte, e per gli altri."

mag 29, 2026 0 comments

 


Eitan ci racconti di Lei, chi è   Eitan Pitigliani come persona?

 Chi è Eitan Pitigliani come persona…che domanda difficile. A volte tendo a identificarmi quasi completamente col lavoro che faccio, con l'amore per il Cinema e per l'Arte, e per gli altri. Sicuramente sono una persona che vive per gli altri e che a volte trascura se stesso, il che penso sia un po' il sale per chi fa l'artista e che vuole raccontare storie che possono essere di aiuto agli altri. Potrei dire che sono una persona che “sente” gli altri e che vorrebbe portare loro un po' di luce e di bellezza oltre l'oscurità. Da qui l'esigenza della ricerca dell'anima nelle situazioni più diverse, anche in contesti complicati come “Mr Niente”… quella che Silvia Signorelli, che ha seguito il lancio del mio ultimo lavoro assieme al mio ufficio stampa Matteo Cassanelli, un giorno ha descritto così “Eitan, tu ricerchi sempre l'anima, anche dove l'anima non c'è.” Il suo era un riferimento a “Mr Nothing” e ai prossimi progetti, “L'Altro Te” e “Un Ragazzo Senza Nome”, che parlano di app di incontri e di narcisismo patologico, che trattano mondi nei quali l'anima non c'è, e che ho realizzato dopo Sissy, quello un film dell'anima, dedicato a mia mamma.





 Come nasce la sua passione per la regia?

 La mia passione per il Cinema e per la regia è nata quando ero piccolissimo e già guardavo film di tutti i tipi. "Pinocchio" di Dino Risi con Manfredi, che vedevo con mio padre, oltre ai classici di "Totò" e ai film in bianco e nero italiani, a film americani come "Ritorno al Futuro", "La Storia Infinita e, ultimi della lista, i cartoni animati. Sicuramente ho sempre avuto, anche quando Ricordo giocavo a calcio, a discreti livelli e come portiere, la tendenza di guardare la realtà "da dietro", o in un certo senso, al contemporaneo dal di dentro e dal di fuori, vedendola come un puzzle fatto di tanti pezzi, tante porzioni, inquadrature, movimenti di immagini e musica, e suoni. Grande passione per la musica e per la colonna sonora. Non saprei davvero scindere l'immagine dal suono, fosse anche quello dato dal silenzio, che comunque ha sempre una valenza sonora, a vedere film di Benigni, di Almodovar. e di altri grandi registi dell'anima. Ricordo una volta che portai anche mia zia, cui per un periodo badavo perchè non era di Roma e aveva bisogno di essere accudita anche a causa di difficoltà fisiche… insomma un giorno la portai, lei che veniva dalla provincia e non credo fosse mai stata al cinema, a vedere “Mare Dentro” di Amenebar. E fu un caso strano, perché il film parlava proprio della storia di un uomo con difficoltà fisiche e mia zia che non camminava bene empatizzò tanto con il protagonista. Un altro ricordo nitidissimo, credo quello che abbia fatto partire il mio rapporto con il Cinema, sia come spettatore solitario in sala che come volontà di diventare regista, fu quando andai a vedere “Monsieur Ibrahim ei Fiori del Corano”, film francese con un grande Omar Sharif, e con un meraviglioso brano di apertura, che cercai per giorni, fino a che trovai “ Why Can't We Live Together” di Timmy Thomas. Il Cinema, quello serio, è “tanta roba”, può segnarti, illuminarti l'anima, e anche la vita.



 Come si passa dal dirigere a scrivere un proprio lavoro cinematografico?

 La regia è già di per sè una visione particolare della realtà, al contemporaneo di parte di essa ma anche della sua totalità, raccontare immagini e per immagini, è narrare, e da lì nasce spontaneo il voler dare una forma a temi sentiti, a folgorazioni che ti prendono nei momenti più inaspettati, e di volerli declinare in immagini, in scene, in battute, in movimento di macchina, scrivendo prima un soggetto,   talvolta anche parti della sceneggiatura prima ancora di una vera e propria storia completa o artistica. Ci sono anche registi che dirigono storie di altri, alcuni che non entrano nemmeno nel testo o nel processo creativo di scrittura. Io non ce la farei mai. Sicuramente, allorché una storia non fosse mia o non partisse da me, sicuramente mi piacerebbe comunque entrare nella realizzazione del testo, come ad es. è successo con “Like a Butterfly”, su una storia - bellissima - scritta da Alessandro Regaldo, un vero genio della narrativa, sulla quale ho poi lavorato assieme a lui alla sceneggiatura, portando la mia visione personale, per molti versioni complementari alla sua, e dando vita alla sceneggiatura di un film che amo tantissimo. Quello è stato l'unico caso, ad ora, di storia che non partiva da me, ma sulla quale ho appunto collaborato alla sceneggiatura, prima di dirigerla.


Ci parli del suo ultimo film breve che ha   scritto e diretto: “Mr Nothing”.

 “Mr Nothing” è un film che sento molto, scritto con Anna Cuocolo, una grande artista, che ha creato anche la scenografia e le coreografie del film, oltre ad esserne produttore associato con Daniele Cipriani. È la storia di un giovane artista, un musicista, che arriva, già con un bagaglio difficile sulle spalle dato da una vita complicata, da sofferenze passate e da difficoltà esistenziali, a sentire il bisogno di cercare un contatto, una comprensione, un rispecchiamento, ancor prima che un vero e proprio amore, non nella realtà reale, che è quella che lo ha sempre fatto sentire “non abbastanza”, bensì in quel virtuale, e nello specifico in un'app di incontri, che vive come ospite, trovando solo sesso e follia, prima di imbattersi nel suo opposto, Mr Leo, di cui si innamora ma che poi scopre essere niente altro che un narcisista patologico (covert in questo caso) che sfrutta le app per appagarsi non solo sessualmente ma ancor peggio per trovare prede da far diventare dipendenti da lui, succhiandone il sangue e l'anima per poi distruggerle e buttare via, come fossero gomme da masticare. In questo caso Leo trova di fronte a sè un osso duro, perché se è vero che è un ragazzo debole, Giorgio è però un artista, un'anima fragile che nell'arte trova la forza per dar voce alla sua sofferenza e che alla fine proprio grazie all'arte riesce a rinascere, addirittura augurando il meglio a chi gli ha fatto del male, Leo, cui lascia una lettera, nella speranza, vana, che un giorno possa salvarsi, anche se personaggi come lui, Leo aka Mr Nothing, sono impossibili da salvare, proprio in quanto ignorano l'amore, e lo ghostano, preferendo vivere nel nulla. Roba che neanche Dante Alighieri saprebbe dove mettere uno così… un posto tra gli ignavi sarebbe già troppo…

E purtroppo le app di incontri sono piene di questi personaggi, alcuni dei quali, come Leo, sono pericolosissimi, perché attentano all'anima di chi gli mette il cuore in mano e che, se non ha la forza interiore di Giorgio, rischiando di perdere e di diventare a sua volta un carnefice, un “Mr Niente”... come Leo, che da ex vittima ha scelto di diventare come chi gli ha fatto del maschio... un killer dell'anima... la vittima che diventa carnefice...



 Mr Nothing” sembra rappresentare le nuove dinamiche tossiche dell'app per incontri, dove nasce questo bisogno di raccontare questa storia?

 “Mr Nothing” è la storia di un ragazzo, ma al contemporaneo di tanti ragazzi, di una generazione che si sente invisibile, come se fosse nulla - da una parte - e di alcuni che invece hanno bisogno di far sentire “nulla” l'altro, pur di sentire qualcosa e per non guardarsi dentro. Un po' come diceva Battisti, quell'“applauso per sentirsi importante”. Ma la verità è che chi fa del maschio e cerca di radere al suolo l'anima dell'altro è egli stesso la prima vittima, perché è entrato in un meccanismo dove non c'è più speranza né salvezza, ma solo una visione di sè e degli altri come oggetti… Le relazioni stesse diventano merce. Diventa tutto un carnaio, un ingranaggio diabolico dove l'anima non esiste più e non c'è speranza di salvezza. Tutto questo mi ha spinto a scrivere questa storia, dopo essermi documentato per anni sulla realtà della app di incontri (sessuali) che rappresentano la morte non solo dell'anima, ma anche del sesso. Il continuo ricambio di partner, il fare atti sessuali con persone che non sai neanche chi siano e che ancor peggio non vuoi neanche sapere chi siano, il trattare gli altri come oggetti e l'essere trattato a tua volta come oggetto… tutto ciò porta il sesso stesso ad una sorta di morte, oltre ad esporre chi non conosce bene questi meccanismi, come i più giovani oi neofiti, a dei rischi pericolosissimi, dei quali alla fine quello di incappare in narcisisti patologici come “Mr Nothing” potrebbe rappresentare quasi uno dei più “mild”. Bisogna stare attenti.





 Di che tipo di fragilità parliamo in questo corto ea chi ti rivolgi in particolare.

 Con questo film volevo dare voce a tanti giovani che soffrono per rapporti con persone disturbate, soggetti evitanti, narcisisti patologici e violenti, a cui si legano per i più diversi motivi, magari perché vivono un periodo delicato, perché hanno subito la perdita di una persona cara o perché hanno delle difficoltà lavorative o esistenziali, tutti esempi di terreno fertile per chi, come Mr Nothing, fiuta il sangue buono e se ne alimenta per continuare a vivere brillando di luce altrui, senza guardarsi dentro. E sono stati tantissimi i giovani, ragazzi e ragazze, che mi hanno scritto dopo aver visto il film su WeShort, raccontandomi le loro storie e dicendomi di essersi emozionati tanto e di aver empatizzato, alcuni di aver trovato la forza di reagire alle violenze psicologiche che subivano proprio grazie alla visione di “Mr Nothing”. Quello è stato il regalo più bello. Uno di loro ha addirittura scritto e realizzato una canzone ispirata al film.

 Lei ha debuttato giovanissimo come regista, quali dei suoi lavori che ha portato sullo schermo ha sentito più vicino alla sua sensibilità.

 Ho debuttato nel 2011 con “In Questa Vita”, corto sul terremoto de L'Aquila che presentai in Vetrina ai Corti dei Nastri d'Argento e che ricevette una lettera di apprezzamento da parte del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, letta appena arrivata, proprio in sala, da Laura Delli Colli, presidente del SNGCI durante la prima di presentazione al pubblico al Cinema Farnese. Poi ho fatto altri corti, che amo tutti indistintamente, e non saprei dire quale preferisco. Sicuramente vado a fasi, in alcuni momenti sono come John Ford e vorrei non vedere mai più ciò che ho appena girato, in altri invece me li rivedo non-stop come fossero un mantra, perché rappresentano parti di me e della mia anima. “In questa Vita”, “You Will find me”, “Like a Butterfly” (con il 5 volte Golden Globe Ed Asner) e vincitore del Premio Napoli Cultural Classic come miglior corto, “Insane Love”, “Sissy” (film dedicato a mia mamma), ora “Mr Nothing”, e in uscita a breve “L'Altro Te”… tutte parti di me che non saprei mai preferire l'una all'altra.



 Quali sono i registi da quali si sentono maggiormente influenzati o da cui trae ispirazione?

Amo il Cinema a 360 gradi e sono tantissimi i registi cui mi ispiro. Da Ozu del cinema classico giapponese, a Spielberg e Zemeckis, ad Almodovar, Amenebar, Ettore Scola, Fellini, Vittorio De Sica, Ang Lee, Scorsese, Inarritu… potrei andare avanti e indietro, nel tempo, e saltare di Paese in Paese. Perchè il Cinema è un grande volo, nel tempo e nello spazio. A volte mi piacciono anche elementi di registi che non amo chissà quanto, ma che si distinguono per il loro modo di vedere le cose e per qualche tratto in particolare. In “Mr Nothing”, che era DIFFICILISSIMO da dirigere e montare, il più difficile a livello narrativo dei film brevi che ho fatto, la chiave l'ho trovata dopo aver visto tanto Malik e tanto Miyazaki, i cuin film, diversissimi tra loro, mi hanno aperto la mente a tal punto da spingermi a raccontare, e montare questo film, il primo, dopo tanti trailer, che firmo da montatore, con la supervisione del grande Marco Spoletini, David di Donatello per “Gomorra”, “Dogman” e “Io Capitano” di Matteo Garrone. In “Mr Nothing” c'era da mettere insieme e da far comunicare due mondi opposti, quello di Leo, reale e crudo, fatto di app, di sesso, droga e violenza psicologica narcisistica, e quello di Giorgio, il mondo dell'amore, il mondo del mare, dove grazie alla chiave Che trovato e al tocco di Anna Cuocolo, ho cercato quel contatto con quella bellezza e con il sogno che nella vita spesso non è facile trovare. È lì che Giorgio trova Leo, nel mondo dove regna l'amore, mentre in quello reale l'amore è sconfitto dal nulla. Leo stesso è il nulla, non esiste… e vive solo grazie a Giorgio, senza cui sarebbe, appunto, niente. In questo il Cinema è per me come un volo oltre le cose, oltre la realtà




 I suoi prossimi attivi?

 Attualmente sto completando L'Altro Te, che tratta il tema del narcisismo patologico e delle app di incontri da un punto di vista diverso rispetto a Mr Nothing, ed è la storia di una coppia di ragazzi, interpretati da Alessio Lapice e Miriam Dalmazio, che viene messa a pentimento dall'entrata in campo di una figura oscura, interpretata da Costantino Comito, un narcisista patologico, qui overt, che prima seduce poi distrugge il personaggio interpretato da Miriam Dalmazio, e sulle cui orme si lancia, in un disperato tentativo di vendetta, Alessio Lapice. È un film molto duro, cui tengo tantissimo, prodotto da Paradise Pictures in collaborazione con Rai Cinema, e che si apre con “A Fari Spenti” di Elodie, cui sono grato per avermi concesso questo brano per far partire il film.

Un po' come per “Overprotected” di Britney Spears in “Mr Nothing”… sono fissato con la musica e le colonne sonore, entrambe del M° Marco Biscarini, nelle quali sono felicissimo ed estremamente onorato di aver potuto inserire i brani di queste due fantastiche Artiste.

“Mr Nothing” e “L'Altro Te” sono all'origine dell'idea di una serie ad episodi, disgiunta da questi due corti, sulle app e sul mondo queer, dal titolo provvisorio “UN RAGAZZO SENZA NOME”, che è in fase di preproduzione, oltre a diversi progetti di cui mi sto occupando, in fase di scrittura.

Poi c'è il mio colpevole piacere che è quello di realizzare videoclip musicali di grandi artisti, ho avuto alcune proposte ma ce n'è una che aspetto e che mi renderebbe davvero felice… chissà…

 

 


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