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Claudia Conte: "Sogno un’Italia in cui l’unico metro di valutazione sia la meritocrazia"

set 4, 2023 0 comments

 Claudia Conte: Sogno un’Italia in cui l’unico metro di valutazione sia la meritocrazia, senza più pregiudizi di genere


Dialogando con Claudia Conte ciò che colpisce fin da subito è la sua forte energia. Conte a trent’anni ha un curriculum fuori dal comune con esperienze e traguardi importanti di cui non si vanta, ma che vive con assoluta semplicità. 

“Io non ho fatto nulla di speciale. Ciò che mi guida è il senso di Responsabilità nei confronti di chi vede ingiustamente negati i propri diritti, fino a perdere la vita“ E cita le donne vittime di femminicidio, reato  in costante e drammatico aumento. “ognuno di noi può fare la differenza per combattere la violenza.“


Forbes la inserisce tra  le più giovani e visionarie personalità della cultura italiana. Claudia Conte, Scrittrice, conduttrice e opinionista tv, si posiziona come figura di riferimento per quanto riguarda la responsabilità sociale. Attivista per i diritti umani, è impegnata contro la violenza sulle donne e la tratta di esseri umani, “il crimine più grave commesso dall’umanità”.




Oggi parleremo di Women in Cinema Award, progetto da lei fortemente voluto per promuovere la gender parity e l’empowerment femminile. La settima edizione si svolgerà il 5 settembre nella kermesse della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia.


- Come nasce WiCa?

Women in Cinema Award è un premio volto alla valorizzazione del talento femminile. Nasce da una idea condivisa con donne meravigliose come Angela Prudenzi e Cristina Scognamillo e sostenuta da un’Academy tutta al femminile composta da affermate penne del giornalismo italiano che decretano le personalità che si sono distinte nei diversi ambiti. Non solo attrici o registe, ma anche le maestranze del cinema, non sempre valorizzate come meriterebbero. Negli anni sono state protagoniste eccellenze italiane come Anna Fendi, Paola Cortellesi, Cristina Comencini, Carolina Crescentini, Alberta Ferretti, Elodie, Malika Ayane, Arisa e tante altre.

Credo molto nella leadership femminile e nella sorellanza, creare una rete di sostegno tra donne per esprimere al meglio le proprie potenzialità e superare le discriminazioni di genere. 




- chi sono le premiare di questa edizione?                 

   Il Premio Oscar Jean Campion, la ricercatrice di fama mondiale Ilaria Capua, la regista e sceneggiatrice Kaouther Ben Hania che racconta la difficile condizione della donna in Tunisia, l’iconica attrice e regista Monica Guerritore, l’energetica e talentuosa cantante Noemi, Chiara Sbarigia prima donna a presiedere istituzioni centrali per l’industria dell’audiovisivo come Cinecittà e APA. 


- pensa che il mondo sia ancora troppo maschilista?


Abbiamo vissuto per anni in un paese fortemente  maschilista, la nostra cultura patriarcale è stata contaminata da pregiudizi che hanno dato all’uomo la convinzione che tutto gli fosse concesso, anche il possesso delle donne, relegate senza altra scelta al ruolo domestico. 

È scontato dire che il processo di emancipazione delle donne era giusto e inevitabile. 

Purtroppo ha causato reazioni, molti uomini non hanno saputo adeguarsi ai cambiamenti della società e non hanno accettato l’indipendenza economica e psicologica delle donne. La risposta a questo, purtroppo, spesso è la violenza….



- Sta parlando dei tanti episodi di violenza di genere?

Si, credo che tra le maggiori cause dei femminicidi ci sia la componente culturale. Dobbiamo educare i maschietti, fin da bambini, al rispetto delle donne e all’idea che siano libere di autodeterminarsi senza costrizioni. Purtroppo il processo è iniziato tardi e dunque ancora ci sarà molta strada da percorrere per la reale parità di genere e per le pari opportunità.

Le donne hanno dovuto e devono tuttora lottare per conquistare diritti che dovrebbero appartenere loro in maniera naturale. Basti pensare che solo nel 1946 in italia hanno ottenuto il diritto di voto, in ritardo rispetto a tanti paesi, come l’Inghilterra, la Germania e gli USA. E solo nel 1948, con l’entrata in vigore della Costituzione, è stata garantita l’uguaglianza formale fra i due sessi. 

- La sua è una testimonianza positiva, che dimostra che i pregiudizi possano essere superati dall’impegno e dalla competenza. Ha trovato difficoltà e pregiudizi nel suo percorso professionale?

Molta difficoltà. Ho dovuto mandare giù bocconi amari, frasi umilianti e vedermi chiuse porte in faccia solo per pregiudizi di ogni tipo (di genere, anagrafico, sociale…). Non mi sono mai arresa, ho sempre studiato e lavorato duramente, seguendo l’esempio delle grandi donne della storia che sono riuscite a rompere il tetto di cristallo. Sogno un paese in cui l’unico metro di valutazione sia la meritocrazia. Siamo sulla strada giusta. credo che un cambio di passo sia in atto. Abbiamo oggi in posizione apicali tante donne di valore: Giorgia Meloni, Margherita Cassano, Silvana Sciarra, solo per citarne alcune.



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