Teatro Nuovo di Napoli
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Informazioni 0814976267
Da giovedì 9 domenica 12 aprile
(giovedì ore 21.00, venerdì e domenica ore 18.30, sabato ore 19.00)
Anna Cappelli
di Annibale Ruccello
con Valentina Picello
scena Cosimo Ferrigolo
Luci Fabio Bozzetta
regia Claudio Tolcachir
Produzione Carnezzeria, Teatri di Bari, Teatro di Roma
“Il perdono e la carità implicano l'accettazione totale della natura umana, che include il crimine, che non è altro che una grande concentrazione di sofferenza”
Angelica Lidde
Un testo che si interroga sul ruolo della donna nel tempo. L'indipendenza, la prospettiva di futuro, la solitudine, la mancanza di mezzi e di risorse. Con umorismo pungente e assurdo questa pièce ci conduce attraverso i labirinti della mente di un personaggio inconsueto, pieno di contraddizioni.
Commovente e imbarazzante allo stesso tempo. Ciascuno di noi potrebbe conoscerla, incrociarla nella propria vita; ma potrebbe anche essere lei. Sentirci così impotenti da prendere le decisioni peggiori. Un gioiello teatrale sul corpo di un'attrice unica, Valentina. La sua sensibilità , la sua immaginazione e l'infinita delicatezza del suo umorismo daranno a questo testo un'impronta unica e piena di aria fresca. Una proposta molto netta: questa donna, il pubblico, e la vita in mezzo a loro. Lo humor e la tragedia mischiati. Quel sorriso doloroso che ci attraversa e non ci lascia indifferenti.
L'incontro tra il regista drammaturgo argentino Claudio Tolcachire e l'attrice Valentina Picello è avvenuto grazie a Edificio 3. Storia di un intento assurdo , spettacolo scritto e diretto da Tolcachir e nato al Piccolo Teatro di Milano durante la pandemia nel 2020.
Un incontro artistico e umano che ha dato vita ad uno spettacolo magnifico e ad un personaggio straordinario. Claudio Tolcachir dice dell'attrice: “Valentina ha dato al personaggio di Monica di Edificio 3 tutte le emozioni ei pensieri che avevo pensato per lei, arricchendola del suo carattere molto peculiare.”
Ho pensato a lei quale interprete ideale per questo monologo potente di un autore napoletano che fino a poco tempo fa non conoscevo, Annibale Ruccello, di cui ora desidero leggere ogni cosa.”
La scena si affaccia sulle macerie di una vicenda che continuamente ritesse sé stessa, “in un vago altrove, tra il Vero e l'immaginario”, dove – nelle parole di Nathaniel Hawthorne – “possono entrare negli spettri senza terrorizzarci”; dove “una forma amata un tempo ma ora scomparsa, se ne sta lì […] con un aspetto che ci lascia incerti a dubitare se sta tornando da molto lontano o se non si sia mai veramente staccata dal suo posto accanto al nostro fuoco.”
Nel progetto scenografico per Anna Cappelli , la materializzazione di un passato traumatico si ricompone in modo frammentario e assurdo l'apparizione di ciò che è andato perduto, riconoscendo al ricordo la legittimità di plasmare anche ciò che potrebbe non essere mai davvero esistito.
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