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l'artista Aj Roi." La realtà appare normale finché la si vive, ma in realtà è solo un frammento di un più ampio orizzonte temporale."

apr 2, 2026 0 comments

Federico Ajello, ci racconti di lei: chi è Aj Roi come artista?

Aj Roi è il mio “io” più puro e autentico: è il Federico bambino che è sopravvissuto fino all'età adulta, conservando e coltivando la creatività che ha sempre avuto come dono naturale.



Come nasce la sua passione per l'arte?

La mia passione per l'arte nasce dal disegno che, insieme alla scrittura, rappresenta per me il modo di esprimermi più spontaneo.
Disegnare è sempre stata un'attività liberatoria: mi rilassa, mi permette di liberarmi da ansie, paure e risentimenti e mi aiuta ad esplorare i miei pensieri più oscuri oppure, al contrario, a concentrarmi su fantasie utopiche.


Come si passa dal disegnatore ad artista completo?

Credo che il passaggio da disegnatore ad artista sia determinato dalla scelta dei soggetti da rappresentare. Un disegnatore copia o riproduce ciò che gli viene commissionato; un artista, invece, rende visibile qualcosa che ha un forte significato per il proprio io più profondo, qualcosa che riesce ad esprimere le sue emozioni.
In questo senso, mi sono sempre sentito un artista, fin da bambino. Il disegno è stato semplicemente il primo mezzo che ho imparato a utilizzare.

Le sue installazioni utilizzano veri cartelli stradali, che lei modifica alterandone il significato. Come nasce questa idea?

L'idea di cambiare il significato dei cartelli stradali nasce in modo piuttosto spontaneo. Ho sempre avuto la tendenza a immaginare le cose in modo diverso da come sono nella realtà: forse per sfuggirne quando si rivela spiacevole, oppure per cercare di migliorarla.
Ho anche un lato da inventore, che mi porta a trovare soluzioni modificando oggetti esistenti o traendo da essi spunto per crearne di nuovi. I segnali stradali, per me, funzionano come macchie di Rorschach: riesco a vedere in essi qualcosa di diverso rispetto alla loro interpretazione standard, e questo mi consente di proiettare i miei stati emotivi, sia positivi che negativi, in modo più efficace di quanto farebbe una tela bianca.



La sua sperimentazione con la Street Art e la Pop Art è una contaminazione o un vero e proprio filone artistico?

L'influenza della Pop Art e della Street Art nella mia produzione è il riflesso della cultura di massa che ho assorbito nel corso della mia crescita.  In questo senso, tra cento o duecento anni, le mie opere potranno rappresentare una significativa testimonianza del mondo visto da un artista cresciuto agli inizi del nuovo millennio. La realtà appare normale finché la si vive, ma in realtà è solo un frammento di un più ampio orizzonte temporale. Per questo è fondamentale offrire uno “sguardo emotivo” su uno specifico momento storico, che va oltre la semplice narrazione dei fatti.

Quali artisti hanno influenzato maggiormente il suo percorso o la sua ispirazione?

Non c'è un artista specifico a cui mi ispiro direttamente. Tuttavia, alcune delle mie opere sono rivisitazioni, realizzate nel mio stile, di lavori di artisti contemporanei come Banksy, così come di grandi maestri del passato quali Van Gogh, Leonardo da Vinci e Mantegna.



Quali opere sente più vicine alla sua sensibilità artistica?

Ci sono diverse opere che sento particolarmente vicine al mio percorso di vita, tra cui HUSTLE , HANDLE WITH CARE e STOP TRYTING TO IMPRESSIONS YOU DON'T CARE AB , solo per citarne alcune.  Altre opere, invece, mi stanno molto a cuore per il loro forte significato, anche se legato a un tema che non mi riguarda direttamente. Tra queste: IGNORANDO , DEFORESTAZIONE , GUERRA DEL VIETNAM , SCHOOL SHOOTING , GENERALE DIETRO LA COLLINA e molte altre.

Che messaggio offre oggi il mondo dell'arte ai giovani artisti, in un settore in crisi e sempre più legato alla rete?

Non mi considero un grande esperto della situazione artistica contemporanea. Tuttavia, per quanto riguarda il mio percorso, posso dire che le mie opere stanno riscuotendo un grande successo sia in Italia sia all'estero.  Mi è sempre stato detto che quello dell'arte è un settore difficile, ma la mia esperienza è stata diversa: fin da subito ho incontrato numerosi collezionisti entusiasti di accogliere i miei lavori nelle loro case, nei loro studi e nelle loro collezioni.

Quali sono i suoi progetti futuri?

Per il resto dell'anno mi dedicherò a completare il lavoro di archiviazione già avviato e ad ampliare la mia presenza in importanti paesi esteri dove ancora non sono presenti, come gli Stati Uniti, l'Austria e la Germania.  Inoltre, parteciperò ad altre fiere d'arte e realizzerò nuove mostre personali curate nei dettagli, in contesti di rilievo. 



Presento l'artista dal mio punto di vista.

Aj Roi appare innanzitutto autentico: il legame con l'infanzia, con l'espressione spontanea e con il bisogno quasi terapeutico di creare non suona costruito, ma puro. Questo è un punto di forza importante, perché oggi l'autenticità è uno degli elementi più ricercati nel panorama artistico contemporaneo.

Interessante è anche l'uso dei cartelli stradali come supporto. L'idea di reinterpretarli come “macchie di Rorschach” è concettualmente efficace: trasforma un oggetto funzionale e universale in un mezzo espressivo personale. Qui si intravede una buona intuizione artistica, capace di coniugare immediatezza visiva e contenuto emotivo.

Sul piano del linguaggio, il riferimento alla Street Art e alla Pop Art è coerente con il suo approccio. Tuttavia, quando afferma di non ispirarsi a nessun artista, la posizione risulta un po' debole o quantomeno ingenua: è difficile, soprattutto in ambiti così connotati, non essere in dialogo con chi ha già definito certi codici visivi. Il richiamo di una figura come Banksy o ai grandi maestri appare infatti inevitabile, anche se rielaborato in modo personale.

Un altro elemento positivo è la chiarezza comunicativa: Aj Roi sa spiegare bene ciò che fa e perché lo fa. Questo è fondamentale oggi, in un sistema dell'arte in cui la narrazione dell'opera è quasi importante quanto l'opera stessa.

Aj Roi emerge come un artista promettente, con una buona identità visiva, un approccio sincero e un'idea interessante alla base del suo lavoro.


                                                                                                                                        Carmine Ardolino





 


 

 


 


 


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